Un sostegno per l’insonnia dai Fiori di Bach

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L’insonnia

 

“Dormo così poco che non faccio sogni ma trailer…” ( Snoopy)

Il sonno

Il sonno ha un ruolo fondamentale per la nostra salute e il nostro benessere. Può essere definito come “uno stato ricorrente e reversibile, in cui si viene a trovare l’organismo…Prevede una ridotta risposta agli stimoli esterni, e complessi adattamenti della fisiologia di molti organi e apparati. Durante il sonno, hanno luogo attività spontanee, coordinate e del tutto involontarie, che riguardano i sistemi nervosi centrale e periferico, variazioni delle secrezioni ormonali, del tono muscolare e dei movimenti. Svolge una importante funzione nella conservazione delle funzioni cognitive (memoria, apprendimento…); nel buon funzionamento del sistema immunitario; nella riparazione tissutale, attraverso la produzione dell’ormone della crescita (GH); nella protezione cardiovascolare. Il sonno quindi, detto in altri termini è utile per il recupero e l’ottimizzazione dell’organismo: il cervello durante il sonno, compensa le attività che svolge durante la veglia, traendone beneficio per la nuova fase di veglia. Ha il compito fra gli altri di “fare pulizia” nel circuito neuronale. Il passaggio dallo stato di veglia al sonno, prevede profonde modificazioni della funzione neuronale, con la comparsa di una “fisiologia del sonno”. In un normale schema, ci deve essere una alternanza, un ritmo che si ripete  fra le fasi di veglia e quelle di sonno. Due distinti sistemi biologici sottendono a questo, con una complessa rete di centri nervosi e di vie di stimolazione e di inibizione. Possiamo pensarlo come una sorta di interruttore con un funzionamento simile a quello per la corrente elettrica. Questo ritmo prevede una certa individualità, in relazione fra le altre cose, allo stile di vita di ognuno. Senza entrare troppo nel tecnicismo, è interessante sapere però che durante la veglia si accumulano le molecole ipnogeniche. Man mano che aumenta la loro concentrazione, cresce progressivamente la tendenza ad addormentarsi. Durante il sonno avviene il meccanismo complementare, inverso.

Insonnia

Purtroppo si calcola che un quarto della popolazione sopra i 40 anni abbia una qualità del sonno inadeguata. Può riguardare difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni, o il così detto risveglio precoce. Il termine insomnia deriva dal latino e significa “mancanza di sogni”. Ed effettivamente nel “sonno normale” è prevista l’attività del sogno, i cui contenuti hanno in genere relazione con gli accadimenti della vita vissuta nella veglia. L’insonnia è un disturbo che difficilmente rappresenta una patologia primaria. Nella stragrande maggioranza delle situazioni è infatti la conseguenza di diverse condizioni patologiche di tipo fisico, psichico e psichiatrico, ma anche di abitudini di vita non corrette. Tralasciamo le cause legate a patologie conclamate, e prendiamo in considerazione tutte quelle condizioni di stress o di abitudini mentali errate che portano all’insonnia e alla sua cronicizzazione.

Il disturbo dell’insonnia…

Il disturbo dell’insonnia precisando, è una condizione di insoddisfazione relativa alla QUANTITA’ e alla QUALITA’ del sonno. E’ soggettivo, ci sono cioè delle differenze individuali nel considerare questi due fattori. Sembrerebbe essere maggiore nelle donne rispetto agli uomini, e ne è affetto il 6-13% degli adulti. Alcuni segni, fra i più frequenti che rappresentano le conseguenze di questo disturbo, troviamo difficoltà nella memoria, nella concentrazione, sonnolenza diurna, irritabilità, stanchezza.

I quattro Fiori indicati per questo disturbo sono:

IMPATIENS  SCLERANTHUS  ELM  WHITE CESTNUT

Impatiens è il Fiore per le persone “accelerate”, impazienti e impulsive, con difficoltà evidentemente a soffermarsi sulle sfumature che la vita offre. Ne deriva una personalità non empatica, piuttosto pratica e materialista. Facilmente irritabile, con una forte tensione mentale. Ha un ritmo accelerato che lo accompagna in molti tratti della sua vita. Vive in uno stress costante con difficoltà al rilassamento, alla “decelerazione”. Anche la sua fisiologia va di pari passo (può quindi soffrire di ernie del disco, andare incontro ad infarti, ulcere gastriche…) e la vita emozionale risulta impoverita dalla sua fretta, che gli fa perdere l’incontro più profondo, più delicato, con l’altro o con se stesso. Ha scarsa capacità di autocontrollo, può manifestare esplosioni di collera, e per quanto ci riguarda può soffrire di insonnia per questa difficoltà a cambiare ritmo,… e forse anche perché lo ritiene una perdita di tempo! L’essenza è un buon ansiolitico, è un rilassante che può senz’altro aiutare il sonno. Per Bach la lezione da apprendere per le personalità Impatiens è quella della TOLLERANZA.

Scleranthus è il Fiore per la “mente cavalletta”, cioè che si muove meccanicamente e irrazionalmente tra un pensiero e l’altro, analizzando moltissime possibilità in maniera frenetica. “Potrei fare questo o quello”…con una infinità di possibilità simultanee. C’è confusione nei pensieri, agitazione e paura di scegliere fra tutte le idee e contro idee che si presentano alla sua mente: va bene il bianco ma anche il nero, posso andare ma anche non andare, e via all’infinito. Questo continuo saltare da un punto all’altro, crea evidentemente problemi di concentrazione, in quanto la mente è in iperattività incontrollata e dispersiva. Tutto ciò può portare a forme di esaurimento psicofisico e ad insonnia. Le persone con questo tratto sono insicure, tendenti ad una instabilità emozionale (soprattutto nelle fasi adolescenziali). La personalità tipica di questa essenza ha difficoltà a porsi degli obiettivi nella vita, proprio per la grande fatica a scegliere. Tipico di questa essenza può essere il disturbo bipolare e il borderline della personalità. Il Fiore fa in modo che le varie funzioni si producano nel modo migliore e nel momento cronologico corretto: quando è il momento di dormire per esempio aiuterà a lasciare tutto l’eccesso di lavoro della mente cavalletta. Per Bach la lezione da apprendere per questo tipo di personalità è la FERMEZZA.

Elm è il Fiore della personalità con tratti ossessivi, con eccesso di responsabilità ed esigenti con se stessi. Risultano poco spontanei, molto controllati. Le persone con i tratti di questa essenza, hanno spesso alti livelli di stress e ansia, anche legata alla paura di non essere all’altezza del loro compito. Molto dediti al lavoro, al perfezionismo, hanno in realtà una insicurezza di fondo. Spesso rigidi e inclini a seguire le regole sociali, difficilmente risultano empatici. Possono andare incontro a stanchezza e depressione. Tendono infatti a voler controllare fino al minimo dettaglio, pensate che fatica!!! Ne va da se che, questo tipo di personalità difficilmente si adatta ai cambiamenti. Troppo identificata con il suo ruolo sociale, fa fatica ad ascoltare la voce della sua Anima. Più intenta a placare la sua voce interiore, molto esigente con i compiti da svolgere che lo allontanano da un contatto con il personale mondo emotivo e relazionale. E’ l’essenza maggiormente collegata al trattamento del dolore. In particolare i dolori intensi, ma utile anche per il sovraccarico mentale, dato da pensieri confusi. Utile nelle psicosi come le schizofrenie.

White Chestnut è il Fiore adatto a chi presenta tratti di personalità da “disco incantato”. La mente continua a rimanere intrappolata su determinati pensieri o anche immagini, da cui la persona non riesce ad uscirne volontariamente. Questi pensieri ripetitivi ovviamente impediscono di addormentarsi. Lo stato tipico di questa essenza viene spesso definito come ansia o preoccupazione, molte volte sotto forma di paura anticipatoria. Anche qui ci troviamo con persone che hanno un basso autocontrollo e ad un circolo vizioso che ostacola ancora una volta il mondo emozionale. Si può anche paragonare ad una radio perennemente accesa nella nostra testa. A differenza di Scleranthus che saltella da un pensiero all’altro, Elm non cambia quasi mai canale! E’ il dialogo interno che dilaga con la cronicizzazione dei contenuti ripetuti. L’essenza rappresenta un buon catalizzatore per interrompere questo meccanismo, è un pilastro nel trattamento dell’ansia. Alcuni autori sostengono che permette alla persona di ritrovare una maggiore percezione della sua vita emozionale, con azione prevalentemente sul chakra del plesso solare e su quello del cuore. L’azione fa si che questi due centri energetici, si riarmonizzino, permettendo ai sentimenti di essere elaborati, prima che si trasformino in pensieri ripetitivi e prettamente agitati.

Una mini formula

Questi Fiori sono stati pensati dal Dott Orozco come “mini formula” per sostenere un buon riposo. Anche in questo caso, devono poi essere integrati con gli altri Fiori specifici per la persona che sta richiedendo la consulenza. Se avete seguito le loro caratteristiche, avrete notato che hanno in comune la difficoltà a lasciare andare. Un eccesso di controllo e di lavorio mentale. Tutto ciò ovviamente impedisce, o limita fortemente la possibilità di passare ad un ritmo diverso, quello del sonno, dove comunque è previsto un certo grado di rilassamento fisico e mentale. Questi rimedi permettono di modificare un certo stile di vita non funzionale. In questo caso, ad essere precisi è uno stile mentale disfunzionale. Le piante sono considerate forme di vita senzienti che possiedono esse stesse un sistema nervoso che gli permette di reagire agli stimoli. Possiedono proprietà sottili utili all’essere umano: il gesto della pianta è indicativo della condizione emotiva della persona che ha bisogno di quel determinato rimedio. Si va ad intervenire quindi sullo stato d’animo di ognuno di noi e non sulla malattia, alzando il nostro livello energetico, la nostra dimensione spirituale.

Bibliografia
Ricardo Orozco “Fiori di Bach 38 descrizioni psicodinamiche” edizioni centro di benessere psicofisico Julian Barnard “Fiori di Bach Forma e funzione” edizioni tecniche nuove
www.fondazioneserono.org

Magazine n° 9

Questo articolo è parte integrante del Magazine n°9. Come ogni volta è possibile leggerlo in forma gratuita:  ⇒ SCARICA IL PDF