Respiro, mudra sonore e campane

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Le mudra

Accade a volte che questo non possa verificarsi e allora bisogna intervenire con la creatività, andando a rovistare nel bagaglio delle nostre esperienze, tutto ciò che serve a ritornare sulla via del benessere. A me è accaduto che, costretta a un lungo periodo di immobilità, ho trovato nell’esecuzione delle mudra , i suoni delle vocali e le campane tibetane, lo stimolo a dedicarmi alla ripresa psico-fisica riempiendo beneficamente le giornate, senza dare spazio a fastidiosi pensieri e malumore.

Le mani

Nel Magazine n° 9, parlando di mani, ho fatto un accenno alle mudra, termine sanscrito che definisce un insieme di gesti rituali e simbolici, in uso principalmente nelle tradizioni religiose e spirituali dell’Asia. Purtroppo nella nostra cultura, sebbene presenti, se n’é perso il significato energetico. è una gestualità frutto di una sapienza ancestrale che va riscoperta. Questo toccarsi delle mani ci mette in una condizione di vigile apertura rispetto a noi stessi e all’ambiente circostante, ci consente di attivare quella conoscenza inconscia che giace nelle parti più profonde di noi. è un modo di agire interiormente sul corpo, la mente e l’anima.

Le polarità yin e yang

Quando avviciniamo le mani, in modo che esse si tocchino tra loro in più punti, associamo in molteplici combinazioni le polarità yin e yang, stimoliamo i meridiani degli organi permettendo a tutta la rete di terminazioni nervose di svolgere al meglio la loro funzione tattile. Sono gesti che aprono la strada a una maggiore consapevolezza e, proprio per la loro semplicità, accessibili anche ai bambini, gli anziani, i malati. Non richiedono una particolare maestria, possono essere praticati in qualsiasi momento e ambiente, lasciando a noi la decisione di effettuarli, a seconda dei casi, in posizione eretta, seduta o sdraiata.

Le tre mudra sonore

Le mudra che presenterò sono quelle del risveglio, un momento in cui si ha più bisogno di spinta e vitalità per affacciarsi serenamente al nuovo giorno!
Gli organi particolarmente interessati, quando ci alziamo al mattino, sono nell’ordine : reni, gola, vescica. Per usare al meglio la nostra energia è importante rimettere in movimento i fluidi del corpo e un bicchiere d’acqua a digiuno è utile per attivare i reni. In seguito eseguiamo le tre mudra sonore e per ultimo la colazione che, coinvolgendo la gola, solleciterà il processo di eliminazione. Questo modo naturale, in cui il corpo viene rimesso in attività, consente all’immaginazione e alla creatività di essere stimolate per il resto della giornata. Il tempo da dedicare alle posizioni è soggettivo e può dipendere dai nostri impegni mattutini, anche se personalmente ritengo che svegliarsi un quarto d’ora prima del solito, sia una splendida occasione per farsi un regalo.

Le mani e il cuore

Tutte e tre le mudra si assumono ponendo le mani all’altezza del cuore, lievemente discoste dal torace. Per ciò che riguarda la respirazione bisogna creare uno sposalizio col suono: le vocali specifiche per le zone interessate, sono emesse a bocca chiusa, espirando dal naso e legandole successivamente alla lettera L. L’inserimento di questa consonante, da Steiner definita “fonema dell’acqua”, permette alla lingua, ritenuto il muscolo più forte del corpo, di sollevarsi e toccare il punto del palato sotto gli incisivi superiori. In questo modo si liberano due piccole casse di risonanza laterali che, al passaggio dell’aria inspirata, produrranno l’accensione del circuito vocale corporeo che, come corrente, si propagherà in tutto il nostro essere. All’interno del cavo orale la lingua, con i suoi svariati movimenti, potrà svolgere la sua funzione da vero direttore d’orchestra e ideare molteplici tonalità. Gli esercizi mattutini che propongo, consentono di percepire intensamente, il tremore interno delle vibrazioni: una colonna di suoni che si espande su tutto il tronco fino a raggiungere il rivestimento esterno del corpo.

Per i disturbi neuromotori

Anche nei centri che si interessano di disturbi neuromotori, Parkinson, Altzheimer, consigliano questo tipo di vocalizzazioni e gli stessi neurologi ritengono che canticchiare a bocca chiusa ripulisce il cervello stimolandone il drenaggio. Ciò è dovuto alle vibrazioni della laringe che, trasmesse al cranio, creano un massaggio utile ad aumentare il flusso del liquido cerebro-spinale. Questa dinamizzazione rimuove più facilmente il materiale di scarto perché il liquido cefalo-rachidiano, che trasporta ormoni, enzimi, anticorpi e protegge le cellule nervose, è un potente recettore del suono. A rafforzare quanto su esposto, questo tipo di vocalizzazioni saranno completate dalla lettera M, che ha la peculiarità di risuonare nella testa attraverso la struttura ossea.

Tre organi

Prima di passare alla descrizione della parte pratica, accenno brevemente ai tre organi che andremo a trattare, alle vocali specifiche per farli vibrare e ai benefici delle mudra sul piano fisico (F), psicologico (P), e spirituale (S).

RENE. E’ ”il signore dell’acqua” e il primo organo che si ri- sveglia al mattino quando mettiamo i piedi a terra. Ha il compito di eliminare tutte le tossine, comprese quelle provocate dagli eccessi emotivi avvenuti durante la giornata. Nella notte queste emozioni vengono in parte elaborate e assimilate, in parte diventano residui energetici da rimuovere insieme alle acque del corpo. Sollecitare questa funzione al risveglio, permette di iniziare bene la giornata e premunirsi contro la stanchezza.

Vocalizzare la O chiusa che risuona nell’addome inferiore. Benefici:
F facilita l’eliminazione dell’acqua dal corpo;
P dà maggiore intensità alla voce e alla parola purificate dai residui emozionali;

S favorisce la sintesi sul piano fisico, emozionale, mentale.

GOLA. Secondo la medicina cinese, l’attivazione della gola consente di mettere in funzione il tubo digerente, le ghiandole salivari e l’occhio destro. Di notte si dilata per mantenere una buona ventilazione. Al mattino, col ripristino delle funzioni, si contrae al primo alimento ingerito ripren- dendo la sua abituale attività. Oltre ad avere una relazione con i fluidi che circondano il cervello, la gola è lo spazio vibrazionale della voce, sede delle emozioni espresse attraverso la parola.

Vocalizzare la E per gola e laringe.

Benefici:
F libera le spalle dalle tensioni;
P stimola la curiosità su tutti i piani;
S elimina l’angoscia degli incubi e dei sogni

VESCICA. Durante la notte è in fase di riposo ed essendo un contenitore raccoglie tutte le impurità fisiche ed emoti- ve che il rene le riversa. La sua attivazione consente l’elimi- nazione delle tossicità evitandone il ristagno. Una vescica tonica stimola le funzioni muscolari e ossee.

Vocalizzare la U per tutti gli organi della zona pelvica. Benefici:
F distende il bacino;
P rende efficaci sul piano intellettuale;

S permette di godere della pace interiore.

La pratica

Passiamo alla pratica:

-assumere la mudra come indicato, iniziando dal Rene;                                                                       -unire un respiro calmo prolungando l’espirazione;                                                                                 -vocalizzare (es.la O) a bocca chiusa per 2/3 respiri, continuare aggiungendo la lettera L e lasciando risuonare ripetutamente per 5/6 respiri. Sperimentare le diverse modalità sonore che, combinando la consonante alla vocale, si possono creare;                                                          -uscire da ogni posizione eseguendo 1 inspirazione, 1 ap- nea di 3/5 secondi, 1 espirazione prolungata vocalizzando M.
Per tutta la durata dell’esercizio focalizzare l’attenzione sul gesto, l’organo interessato, il respiro armonioso e il suono prodotto. Dare spazio alle percezioni: noi siamo uno strumento sonoro e il corpo risuona come una cassa armonica!

Approfittiamo di questa occasione per darci gioia inventandoci la nostra musica interna. La conclusione verrà affidata alla magia della campana tibetana che si presenterà alla fine di tutta la sequenza.

Ruotando o battendo svolgerà brillantemente la funzione di mediatore e pacificatore, inserendosi per intrecciare armoniosamente, la staticità del gesto, la mudra, alla dinamicità del suono, la voce. A lei il compito di terminare la fase di accudimento e di aprire le porte al nuovo giorno da vivere.

Provare per credere! ( tutte le varie immagini delle mudra sono nel Magazine)

Magazine n° 10

Questo articolo è parte integrante del Magazine n°10. Come ogni volta è possibile leggerlo in forma gratuita:  ⇒ SCARICA IL PDF