Intestino: secondo cervello

intestino | lavocedelcarro.it Medicina integrata

Intestino: secondo cervello

 

L’intestino

L’intestino, nella cultura occidentale, è stato per lungo tempo considerato una struttura periferica deputata a svolgere funzioni marginali. Paracelso, alchimista del Cinquecento, già sosteneva che “ciò che sta in basso è in alto e ciò che è in alto è anche in basso”. E’ solo da alcuni anni che la scienza ha trovato correlazioni indissolubili tra mente e corpo, nell’asse intestino-cervello. Chi non ha provato almeno una volta la sensazione di “farfalle nello stomaco” o non ha avuto un improvviso mal di pancia prima di un appuntamento importante? Dunque l’emotività può influire sul sistema intestinale, così come possono farlo lo stile di vita e la corretta alimentazione. Ma com’è possibile questa stretta correlazione?

L’intestino e il cervello

Guardando l’immagine dell’intestino e del cervello, possiamo notare una sorprendente somiglianza tra i due organi, sia anatomica che funzionale. L’intestino infatti possiede un sistema nervoso molto fitto (detto appunto “enterico”) formato da oltre quarantamila neuroni che comunicano costantemente con il cervello. Inoltre la mucosa intestinale è dotata di un vero e proprio sistema immunitario che dialoga con tutte le cellule dell’organismo. Ben il 90% dello scambio delle informazioni inviate nel nostro organismo avviene da parte dell’intestino al cervello. Ecco il perché delle decisioni prese “di pancia” o delle azioni “di pancia”, in realtà queste sono solo quelle più istintive, non pensate dalla mente-cervello. L’intestino possiede una sua memoria emozionale, fissa i ricordi legati alle emozioni (gioia e dolori), grazie ad una sostanza prodotta dal 95% delle sue cellule: la Serotonina, neurotrasmettitore del benessere.

Il tono dell’umore

Tutto ciò che ci provoca piacere aumenta il rilascio di Serotonina che agisce a sua volta sul cervello ed ha un ruolo fondamentale sia sull’umore che sul controllo dell’appetito, sul ritmo sonno-veglia, sul desiderio sessuale. Non è un caso che nei momenti di calo dell’umore avvertiamo desiderio di cibi dolci e in particolare di cioccolato, alimento che favorisce la sintesi di Serotonina. Un calo di questo neurotrasmettitore può portare, a sua volta, ad un calo del tono dell’umore, disturbi del sonno e del comportamento alimentare. Possiamo quindi affermare che tutto ciò che ci accade coinvolge il cervello, ma viene elaborato anche nell’intestino, che risponde col proprio linguaggio biologico.

Gli amici batteri

Ma non è tutto: nel nostro intestino è presente una cospicua quota di batteri che hanno un’importanza fondamentale per il mantenimento della corretta funzione dell’intestino stesso e dell’equilibrio della salute del nostro intero organismo; senza i nostri amici batteri non potremmo sopravvivere. Questa flora batterica intestinale che lavora per noi è talmente importante da essere considerata ormai un vero e proprio organo, all’interno dell’apparato gastro-intestinale, chiamato Microbiota. Tutta questa diversità di batteri convive in una percentuale ben definita, che ne determina un equilibrio biochimico, un po’ come varie famiglie all’interno di un grande condominio. In caso di “disbiosi” questo equilibrio si rompe, a causa della prevalenza di un tipo di batterio sull’altro ad esempio oppure quando questi batteri rispondono a segnali di stress (provenienti dal primo cervello) causando sintomi somatici, provocando stati di malessere che possono essere locali e transitori, fino ad essere generalizzati e cronici. Dunque il benessere del nostro Microbiota è considerato ormai un elisir di lunga vita, poiché rallenta i processi di invecchiamento dell’organismo.

Prendersi cura del proprio intestino

Coliti, spasmi, gonfiori addominali, stipsi, dissenteria bruciori di stomaco e nausea ci raccontano di questo collegamento tra cervello e intestino. Sono tutti segnali di malessere, campanelli d’allarme che ci indicano che qualcosa non va in uno dei livelli analizzati: emotivo, nutrizionale, stile di vita. Ecco perché prendersi cura del proprio intestino è fondamentale:

1. Corretta alimentazione:

Ricca di frutta e verdura di stagione; in questo ci aiutano gli “smoothies”, ovvero frullati a base di frutta e verdura con proprietà nutraceutiche, facili da preparare e pratici poiché possono essere conservati in una bottiglia o termos per una giornata. Eliminare il più possibili gli zuccheri semplici. Consumare carboidrati integrali.

2. Utilizzo di prebiotici e probiotici:

I primi sono il nutrimento dei secondi e sono presenti in fibre vegetali, legumi, asparagi, carciofi, porri, cicoria, soia; queste fibre alimentari favoriscono la crescita e l’attività della flora batterica intestinale. I probiotici sono invece dei veri e propri batteri vivi che entrano a popolare il nostro Microbiota, contenuti ad esempio in alimenti fermentati: yogurt, pasta madre, etc. Insieme formano i simbiotici che assunti regolarmente assicurano il buon equilibrio della flora batterica intestinale.

3. Stile di vita:

Siamo ormai in una sorta di corsa continua, in cui si perde la percezione del tempo, delle piccole cose, ma soprattutto delle proprie emozioni. Ed è spesso questo il motivo per cui il nostro secondo cervello ad un certo punto inizia ad “urlare”, esprime ciò che il primo cervello ignora. Ascoltare il corpo è importante spesso per capire il proprio stato d’animo e comprendere che è arrivato il momento di correggere qualcosa. In tal caso, prendersi uno spazio della propria giornata per se stessi, uno spazio di silenzio, di vuoto tecnologico in cui stare a contatto con sé é una cosa preziosa da fare. Ogni giorno trovare il modo per farlo, questo è anche importante. Ignorare i segnali che il proprio corpo invia, non vuol dire essere altruisti, ma superficiali nei confronti di se stessi. Pratiche meditative, Yoga, giardinaggio, il silenzio della natura, i propri animali, le Campane Tibetane, etc… sono tanti i modi per scaricare la mente e ricaricarsi, dando spazio alla parte più profonda di sé.

4. La fortuna delle Campane Tibetane:

Chi ne possiede una (o più di una) sa bene cosa voglia dire, essere immersi nel suono meraviglioso delle campane e la rigenerazione che sono in grado di fornire in pochi minuti di suono; per chi volesse avvalersi del beneficio dell’energia sonora e vibrazionale di questi strumenti, consiglierei un trattamento in particolare che, a mio avviso, riprende quanto detto da Paracelso (memo: “ciò che sta in basso è in alto e ciò che è in alto è anche in basso”) ed è il trattamento del VELIERO (cit. “Massaggio Sonoro con le Campane Tibetane”, aut. Mauro Pedone). Questo particolare protocollo è molto utile per armonizzare la base (i piedi-la terra) con il vertice (la testa-il cielo), quindi aiuta a far fluire l’energia sia in senso ascendente che discendente, passando per quel fulcro che, guarda caso, si trova nel III Chakra: Manipura, il centro della volontà e della realizzazione personale, associato alla nostra comprensione intuitiva di ciò che siamo e al modo in cui ci rapportiamo agli altri e all’ambiente in cui viviamo.

In conclusione

In conclusione, per la nostra salute ed il nostro benessere psico-fisico è necessario avere un primo cervello performante e “dare ascolto” al nostro secondo cervello, adesso che abbiamo analizzato un po’ come entrambi si influenzano a vicenda, attraverso un meraviglioso e continuo dialogo.

Abbi cura di te e buona salute!

Nel Magazine n° 11

Questo articolo è parte integrante del Magazine n°11, volendo è possibile leggerlo per intero scaricandolo gratuitamente in formato: ⇒ PDF