I colori dell’anima

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I colori della voce

 

 

Rudolf Steiner

colori lavocedelcarro.itChe cos’è in realtà l’organismo umano? Nella prospettiva della musica esso è in effetti uno strumento musicale… Quando emettiamo vocali spingiamo quello che vive nell’anima verso il corpo che si offre come strumento musicale….

(da conferenze di Rudolf Steiner)

Il canto delle vocali

In precedenti numeri del Magazine abbiamo già proposto degli articoli riguardanti l’esperienze effettuate con il “canto delle vocali”. In questo periodo attuale, che potremmo definire particolarmente complesso, credo che sia indispensabile cercare di valorizzare le nostre risorse interiori. Sono convinto che per metabolizzare e filtrare gli innumerevoli stimoli, che ci arrivano in modo incessante dai vari organi d’informazione, sia necessario placare la mente per attingere alla sapienza della nostra anima

Il muro bianco

In questa direzione vi segnalo una tecnica di meditazione che ci arriva dalla tradizione zen. Semplificando, consiste nello stare seduti davanti a un muro bianco, in maniera che si potranno placare gli stimoli sensoriali e la mente potrà finalmente calmarsi. In semplicità, gli occhi sono chiusi, la schiena è distesa e lentamente la mente, senza stimoli si ritira in pace verso l’interiorità. Come potete constatare la pratica è semplice, la difficoltà sta nel concetto di semplice, nel riuscire a vivere un esercizio senza aspettative. Innegabilmente siamo abituati ad attenderci il risultato, con la conseguente difficoltà ad essere semplicemente nel presente. E queste sono soltanto parole, immagino che siamo tutti d’accordo, in teoria siamo anche tutti d’accor- do che sarà la pratica a poterci confortare. Quindi consiglio di fare pratica, ognuno con la propria disponibilità, con le personali difficoltà e resistenze, ma sappiamo bene che la disciplina aiuta. Facciamo un programma, stabiliamo un’orario, possibilmente lo stesso per ogni giorno, per un tempo di una settimana, con una durata di almeno 10 minuti ogni volta che ci metteremo seduti davanti alla nostra parete. Con i giorni che passano tutto diventerà più confortevole, forse sarà diventato un appuntamento rigenerante, una buona abitudine, magari difficile da togliere

I colori dell’anima

L’esercizio che vi ho proposto, per alcuni forse potrà essere nuova chiave di rilassamento, una forma di antistress, una via verso l’illuminazione… Per chi ha avuto la pazienza di praticare, raggiungendo in ogni caso una certa calma mentale adesso propongo l’inserimento di semplici vocalizzazioni da eseguire per un minimo di 12/15 minuti. Come ci ricorda lo zen, non è importante l’azione, ma la sua qualità. Quindi in maniera spontanea senza troppe tensioni, iniziamo a vocalizzare una vocale per volta, in maniera libera, completando la vocalizzazione con il suono emme a labbra chiuse. Sul tipo:EEEEEEEEEMMM per due o tre minuti, e poi OOOOOOOMMM per due tre minuti, scegliendo l’ordine delle cinque vocali in base alle nostre spontanee preferenze, affidandoci all’intuito del momento. Non ci aspettiamo niente, ma osserviamo a occhi chiusi cosa si presenta o non si presenta nel nostro “schermo interiore”

Il suono e la luce

Per schermo interiore intendo quello che noi possiamo cogliere al nostro interno, stando a occhi chiusi. Come sempre ci sono varie componenti soggettive nel campo della percezione, però sono valide per tutti alcune informazioni di base. In pratica noi siamo acqua, cosa voglio dire, intendo ricordare che il 99% delle molecole che compongono il nostro corpo sono molecole d’acqua. La fisica ci dice quando in un liquido vengono generate delle onde sonore, nel nostro caso le onde sonore delle vocali nel corpo, avviene un’emissione di luce/energia. Il fenomeno si chiama sono- luminescenza deriva dalle parole latine sonum (suono) e lumen (luce). Per il compianto fisico Emilio Del Giudice i colori non sono altro che il frutto dell’interazione tra i due elementi che più di ogni altro simboleggiano la vita: la luce e l’acqua.
Ci avevamo mai pensato? Che dire, ammiriamo la manifestazione di un arcobaleno dopo la pioggia

Le cinque vocali

A questo punto possiamo cercare di illuminare le nostre cellule. Bruce Lipton il noto biologo cellulare statunitense ci segnala che le proteine delle nostre membrane cellulari sono paragonate a delle antenne riceventi che possono decodificare i campi energetici come la luce e il suono. Le onde vibrazionali prodotte dalle nostre vocali, generano delle biofrequenze che per risonanza stimolano le cellule e possono portare un messaggio di luce dove traumi, ed esperienze negative vissute anche a livello inconscio, hanno fatto accumulare scorie e tossine togliendo vitalità. Sono molti i ricercatori che hanno studiato gli effetti del suono nel corpo umano. In questa occasione vi voglio riportare brevemente il lavoro del dott. Leser Lasario, il quale sperimentò gli effetti fisiologici della voce umana sul sistema nervoso, sulla circolazione del sangue, sul funzionamento delle ghiandole endocrine e degli organi vitali. Per lui l’emissione delle cinque diverse vocali, andava a intressare specifici distretti anatomici. La i interessa la laringe, il naso, la testa; la e agisce sul collo, le corde vocali e la tiroide; la a sulla regione superiore del torace; la o sul medio torace; la u su stomaco, fegato, basso addome e ghiandole genitali. Ricapitolando, abbiamo fatto esperienza di sedere in silenzio davanti a una parete bianca, ottenendo un discreto stato di silenzio e pace; siamo riusciti a vocalizzare le nostre cinque vocali scorgendo le relative zone corporee nelle quali il suono si palesa in modo più affine. Adesso sperimentiamo in libertà i movimenti e le manifestazioni del suono in noi, forse potranno emergere, immagini e ricordi, in ogni caso la nostra sottile circolazione energetica sarà diventata più fluida. Giochiamo con la nostra voce in libertà: ooooeeeeeemmm, uuuaaaiiiiiiiimmm, aaaaaaaeeeuuuummm, iiiiioooiiiiiooommm. Sarà come passare un pennello su di una tela bianca senza aver scelto i colori e, a volte non appare nessun colore nel nostro schermo. E quando decidiamo lasciare andare, di posare il pennello, è in quel momento che affiora una flebile luce. Le nostre anime hanno i loro personali linguaggi, per alcuni il quadro si realizzerà in sogno.

La frequenza fondamentale

Fabien Maman nei suoi lunghi anni di ricercatore nel campo del suono ha scoperto che ogni persona ha una sua specifica frequenza che denominò “suono fondamentale”. Afferma che il suono fondamentale da la possibilità di dischiudere regni, che fino a quel momento erano stati dominio di chiaroveggenti e guaritori di talento.

Un sincero augurio di buona pratica e buona vita a tutti!

Magazine n° 10

Questo articolo è parte integrante del Magazine n°10. Come ogni volta è possibile leggerlo in forma gratuita:  ⇒ SCARICA IL PDF