Fiori di Bach e disturbi dello spettro autistico

Fiori di Bach | lavocedelcarro.itSoltanto nel nostro Paese questa patologia colpisce circa 500 mila famiglie e oltre 60 milioni di persone nel mondo

Proprio nei giorni in cui sto scrivendo l’articolo (il 2 aprile) ricorre la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2007. Il colore dominante della giornata è il blu; si rinnova infatti la campagna mondiale “Light it up blue”, che prevede di illuminare di blu i principali edifici delle città di tutto il mondo, come testimonianza della sensibilità nei confronti delle problematiche legate ai disturbi autistici.

L’intelligenza emozionale

Un capitolo importante che si ricollega a questa patologia è a mio avviso quello dell’intelligenza emozionale e le sue specifiche competenze sappiamo ormai essere capacità indispensabili per riuscire nei nostri obiettivi, quali essi siano: affettivi, relazionali, lavorativi, di studio, ecc…

Tali competenze possono essere così declinate:

  1. Autocoscienza
  2. Padronanza di se
  3. Motivazione
  4. Empatia
  5. Abilità sociali

Sono inoltre imprescindibili per avere un livello di vita soddisfacente e completa. Insieme alle capacità intellettive/cognitive formano infatti il bagaglio operativo dei modi di “agire e sentire” dell’essere umano. Competenze emozionali ben sviluppate ci permettono di:

dare un contributo al benessere psicologico;

migliorare la salute fisica;

favorire l’entusiasmo e la motivazione;

sviluppare in modo migliore le relazioni interpersonali.

Non volendo entrare nello specifico di ognuno dei suddetti punti, vorrei dare però una breve e possibile definizione dell’intelligenza emozionale intesa come la capacità di sentire, capire, controllare e modificare i propri e gli altrui stati d’animo.

I Fiori di Bach

E’ chiaro dunque che ci troviamo nell’ambito della sfera emotiva e dei sentimenti, e sappiamo bene che i Fiori di Bach sono “intelligenza emozionale liquida” e che perciò risultano essere dei validi alleati per sviluppare, rinforzare, in particolare proprio le competenze emozionali. Ma ancor di più a noi interessa poter conoscere ed utilizzare le qualità delle essenze, come sostegno ed accompagnamento nell’ambito del disturbo dello Spettro Autistico. Per Disturbo dello Spettro Autistico si intende una ampia gamma di patologie con sintomi di variabile intensità, accomunati da problematiche comportamentali nelle relazioni sociali, nella comunicazione verbale, visiva, gestuale e nella condivisione empatica.

Si presenta con maggior frequenza durante l’età evolutiva; in genere i bambini con autismo presentano difficoltà nell’interazione reciproca, nella comunicazione, nelle attività di gioco che risultano per lo più ripetitive e isolate rispetto all’eventuale gruppo di coetanei di cui fanno parte.

L’autismo

L’autismo presenta diversi quadri di gravità in base al livello di compromissione he limita l’autonomia nella vita quotidiana dei soggetti interessati. I bambini con autismo per esempio, hanno difficoltà a comunicare, a comprendere il pensiero altrui e ad esprimersi con parole o attraverso la gestualità e i movimenti facciali, ad esternare i propri sentimenti.      

Altri sintomi che possono manifestarsi: difficoltà a mantenere l’attenzione su qualcosa, alterazione dell’umore, iper sensibilizzazione nei confronti di rumori o suoni, comportamento aggressivo verso se stessi o gli altri. Spesso i bambini autistici manifestano movimenti del corpo ripetitivi e stereotipati. A volte inoltre sembrano non notare persone, oggetti o attività nell’ambiente circostante: risultano cioè assenti nel “qui ed ora”. In taluni casi sono presenti crisi epilettiche che dopo un periodo di assenza iniziale si manifestano durante l’adolescenza. Spesso tali evidenze si accompagnano a ritardo mentale.

I sintomi

Questi sono solo alcuni dei sintomi che contraddistinguono lo spettro autistico; sintomi che sono allo stesso tempo persistenti ma anche molto variabili. A detta degli specialisti, solo con un intervento educativo adeguato è possibile sperare in un miglioramento significativo nelle diverse aree dello sviluppo dei soggetti interessati. Tra questi interventi educativi può essere sicuramente annoverato l’utilizzo della floriterapia con alcuni specifici Fiori di Bach, come accompagnamento e non come sostituzione ad altri tipi di interventi terapeutici già eventualmente in atto.

I 38 Fiori di Bach

Fra i 38 Fiori del sistema ce ne sono alcuni infatti che possono validamente contribuire a recuperare e migliorare alcune di queste deficienze comportamentali. Ogni essenza floreale dona alla persona una informazione che lavora internamente per aiutarla a gestire le varie istanze: esse ci sostengono, ci guidano, per apprendere quella “lezione“ che, come dice il Dott. Bach, siamo venuti ad imparare in questo“giorno di scuola”che è la vita. Nella scelta dei Fiori non entrerò naturalmente nel merito di un caso specifico, dove a guidarmi sarà la persona che avrò davanti con le sue peculiarità, ma prenderò in considerazione alcuni dei sintomi più ricorrenti. Mi preme dire che ogni essenza ha uno spettro di intervento molto più ampio di quello che mi accingo a descrivere, e che è solo per focalizzare e semplificare il messaggio, che prenderò in considerazione alcuni aspetti.

I tre Fiori

I tre Fiori più importanti per la patologia in esame sono: Water Violet, Clematis e Agrimony.

Water Violet “lavora” molto sull’isolamento passivo, l’introversione, l’appiattimento emozionale. L’essenza aiuta a gestire l’eccessiva freddezza e apatia nelle relazioni umane. Apre ad un atteggiamento più positivo verso gli altri, a sviluppare empatia e capacità di sintonia. Amplia lo stato di coscienza dando la possibilità di sentire un certo grado di unione positiva fra se e gli altri.

Clematis è consigliato nei casi di “disconnessione” in senso lato e dunque per ricollegare la persona alla vita pratica e agli altri. Contribuisce a sviluppare alcune abilità sociali ed emozionali come l’empatia e il cogliere il clima emozionale dell’ambiente circostante. Questo Fiore ci riporta nel “qui e ora”a volte così difficile nei soggetti autistici. Corregge l’indifferenza sviluppando l’affabilità.

Agrimony è una essenza preziosa per apportare pace e tranquillità. Aiuta ad integrare e ad apprendere dalle esperienze non sempre facili che incontriamo nel nostro giorno di scuola. Favorisce un miglior contatto con se stessi, con il proprio mondo interiore, con i propri sentimenti, aiuta portarli alla luce. Una altro effetto importante di questa essenza è la messa in relazione fra i sentimenti, i pensieri e le sensazioni fisiche.

Altri due Fiori

Ritengo utile affiancare a questi tre Fiori altri due:

Chestnut Bud, un buon alleato nel trattamento dei disturbi dell’apprendimento in generale, consigliato “per assimilare i vissuti con più profondità” e per “ricollegarci a noi stessi in modo consapevole”. E’ comprovato il suo utilizzo per i bambini con deficit psichici/fisici inseriti in programmi speciali di educazione e stimolazione.

Walnut, facilita tutto ciò che riguarda il cambiamento. Consigliato quando ci si trova in situazioni in cui c’è resistenza al cambiamento che si esprime attraverso il disagio di vario tipo. Dal punto di vista dell’intelligenza emozionale, questa essenza facilita adattabilità e rinnovamento, oltre a flessibilità nelle diverse situazioni di cambiamento e il sentirsi a proprio agio nell’assimilare nuove informazioni.

Ognuna di queste essenze agevolerà quel collegamento e quella comunicazione costruttiva fra il Sè superiore e la Personalità, che porterà all’evoluzione dell’essere umano. Ciò si verifica attraverso delle precise virtù/lezioni da sviluppare, da apprendere e il cui raggiungimento ci darà il riscontro dello sviluppo spirituale.

I Fiori di Bach e il Floriterapeuta

I Fiori di Bach, che possono accompagnare i soggetti con caratteristiche riconducibili allo Spettro Autistico ovviamente andranno scelti caso per caso. Quelli da me presi in considerazione rispecchiano la scelta per alcune delle caratteristiche più comuni presenti in questo tipo di disturbo, ma non vogliono assolutamente precludere il lavoro di ascolto che ogni floriterapeuta farà con il proprio cliente per arrivare ad una prescrizione personale che può includere i Fiori qui descritti e gli altri 38 fra quelli disponibili.

Come dicevo nella parte introduttiva dell’articolo, la malattia colpisce anche le famiglie e quindi per un lavoro serio e attento la cosa più giusta sarebbe quella di includere nel percorso floriterapico o in qualsiasi altro intervento terapeutico tutto il “sistema famiglia”. Solo così si potranno rimuovere le barriere per la piena partecipazione sociale di questi soggetti includendoli sempre di più nella società.

Ho seguito con piacere e grande interesse il percorso di formazione in “Floriterapeuta” con il Dott. Ricardo Orozco, e questo articolo l’ho preparato consultando due dei suoi testi (il secondo dei quali scritto in collaborazione con Boris Rodriguez):

Fiori di Bach. 38 Descrizioni Dinamiche, Edizioni Centro di Benessere Psicofisico, Torino 2011.

Intelligenza Emozionale e Fiori di Bach, Edizioni Centro di Benessere Psicofisico, Torino 2005.

Approfitto dell’occasione per ringraziarlo, in particolare per la ricchezza e la generosità delle sue lezioni: nel rispondere sempre con precisione e attenzione alle tante domande poste da noi studenti, il Dott. Orozco ha sempre evidenziato la sua grande attenzione nei confronti dei bisogni degli altri.

Informazioni

Luana Belloni Per eventuali richiesta di informazioni contatto via mail: luanabelloni@libero.it

Magazine “La Voce del Carro”

Questo articolo è stato estratto dai nostri Magazine, in particolare dal n° 4, è possibile scaricarlo gratuitamente in pdf.