Campane tibetane e oleoliti

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Le Meraviglie del Creato aprono le porte a una perfetta Armonia che dona gioia

 

Gli oleoliti

Cos’è un oleolito? È l’estrazione, attraverso la macerazione in olio, dei costituenti di una pianta, i cui principi attivi, gli equilibri magnetici interni, le potenzialità, si condensano nell’olio stesso. Queste antichissime preparazioni, sono rilevabili dal papiro di Ebers, che si ritiene fu scritto a Tebe in Egitto intorno al 1550 a.C. E’ un compendio di 876 rimedi, compresi oleoliti spagirici, farmacopea e formule catalogate allora. Questo ritrovamento, conservato presso l’Università di Lipsia in Germania, dimostra la profonda conoscenza che gli Egizi avevano nel campo medico-erboristico. Il loro apprezzamento verso il potere del- le piante, gli permetteva di produrre oli e unguenti necessari alla cura delle malattie, per la cosmesi e l’imbalsamazione e di ricavare essenze preziose da diffondere durante le cerimonie sacre. Successivamente questa metodica, che in India e Cina era già consolidata, fu studiata e perfezionata come un’arte da arabi, greci e romani. Nel Medioevo i preparati a base di piante, venivano usati per profumare il corpo e, considerando il loro potere battericida, per proteggersi dalla diffusione di epidemie.

Anche oggi il tipo di preparazione non si discosta da allora: in un barattolo di vetro, possibilmente scuro, si pone sminuzzata la parte della pianta raccolta e si ricopre con dell’olio che può essere di vario tipo: oliva, mandorle, sesamo, girasole. È importante affidarsi a un prodotto autenticamente puro. Il preparato, esposto ai raggi del sole dall’alba al tramonto, va lasciato macerare per una lunazione (c.a. 28-30 gg). Il riscaldamento solare permetterà, al potere solvente dell’olio, di catturare le particelle grasse della pianta che si scioglieranno nella soluzione oleosa. Non è complicato farlo, ma bisogna tener presenti alcuni accorgimenti:

  • La raccolta, che si scelga la mattina o la sera, va eseguita in un orario in cui la temperatura sia tendenzialmente fresca;
  • Per non creare scompensi alla pianta ed evitare che il taglio faccia fuoriuscire e disperdere la linfa verso l’alto, è più indicato scegliere giorni in luna calante ( la luna controlla il movimento dei liquidi nell’universo e in questa fase li dirige verso il basso);
  • Prima di spezzettarlo il raccolto va brevemente sciacquato, asciugato, tamponando delicatamente, e lasciato arieggiare all’ombra per 2-3 ore;
  • Per permettere alla parte acquosa della pianta di evaporare, a eccezione delle resine, le bacche, le cortecce, nei primi 10 giorni si appone una garza, fermata da un elastico, all’imboccatura del barattolo, il quale dovrà essere richiuso prima del tramonto, per impedire all’umidità della sera di alterare la qualità del preparato;
  • Per tutto il periodo della macerazione il contenitore va agitato almeno una volta al giorno, preferibilmente la mattina;
  • Trascorso il ciclo di lunazione, filtrare dentro una bottiglia di vetro scuro aiutandosi con tre strati di garza o pezza di cotone o lino bianco; ciò che resta va spremuto ripetutamente. Io, solitamente, in 2-3 giorni uso tutto l’involucro con le erbe strizzate per eseguire uno scrub sul corpo.

Possibili usi degli oleoliti

L’oleolito si può impiegare per massaggi, inalazione, stimolazione dei punti riflessi di mani e piedi, e alimentazione. Un buon modo di utilizzare i processi balsamici del mondo verde che, attraverso la via cutanea, olfattiva e digerente, raggiungerà tutto l’organismo.

INCONTRI VIBRAZIONALI: IL COLORE

Le emozioni che mi attraversano, quando preparo gli oleoliti, sono la serenità e la gioia. L’attesa del momento giusto alla raccolta, crea in me un tenero stato euforico che mi riporta indietro, nel tempo dei ricordi, quando osservavo mia madre raccogliere piante, fiori, bacche. Sedimentati, quegli insegnamenti, mi permettono di giocare con le erbe e creare combi- nazioni da utilizzare negli incontri di gruppo, nei trattamenti individuali e su me stessa. Per potenziare l’effetto vibrazionale del preparato ho aggiunto sia il colore che la campana tibetana.

Il primo si è inserito naturalmente per la necessità di vernicia- re di scuro i contenitori. Il blu e il verde risultavano un’ovvia scelta ma, guardandoli in rassegna, mi trasmettevano una sensazione di monotonia, allora, prendendo spunto dalle colorazioni dei fiori così varie e diverse, mi sono aperta al viola, arancio, turchese: un arcobaleno di bottiglie che rubano i raggi del sole e lo filtrano alle erbe, aggiungendo la vibrazione dello spettro solare.

Aromi, colori e suoni sono inscindibilmente connessi e, attraverso le frequenze elettromagnetiche, producono risonanza sui nostri corpi sottili.
In questa esperienza ho prodotto quattro oleoliti le cui piante, unite da tratti fisico-emotivi che le accomunano, danno la massima espressione benefica tra maggio e giugno. Non essendo una cromoterapeuta, mi mantengo nell’ambito ristretto delle percezioni e intuizioni personali e, guidata quindi dall’istinto e le assonanze tra le tonalità delle piante e quelle del barattolo, a ognuna ho assegnato un colore: blu per il basilico e citronella, giallo-verde per il finocchio e turchese per il gelsomino. Probabilmente è stata questa scelta a generare in me la curiosità e il bisogno di documentarmi. Tralasciando autori eccellenti come Luscher, Goethe, Steiner, Widmann che richiedono impegno e studio, ho rivolto l’attenzione verso due testi che, in questa occasione, sono risultati più accessibili e che comunque mi hanno permesso di comprendere alcune delle innumerevoli proprietà specifiche del colore. Ne segnalo qualcuna:

  • La luce è costituita da atomi. I colori sotto forma di luce formano lo spettro elettromagnetico, tutte le onde elettromagnetiche sono identiche tra loro per lunghezza e frequenza;
  • Le vibrazioni dei singoli colori hanno la propria lunghezza d’onda e propria velocità (frequenza) e ogni raggio cromatico possiede una proprietà vitale e una specifica azione terapeutica;
  • Le caratteristiche di ogni colore, già presente in noi, interagiscono con lo scambio cellulare (sia nel mondo animale che vegetale le cellule sono identiche sotto ogni aspetto, tranne in uno: al centro dell’emoglobina si trova una molecola di ferro che è alla base della vita animale e conferisce al sangue il colore rosso, mentre al centro della clorofilla c’è una mole- cola di magnesio che al mondo vegetale dà il caratteristico colore verde);
  • I colori hanno forza, peso, azione e temperatura;
  • Le variazioni d’impatto sull’occhio influenzano l’attività muscolare, nervosa e mentale;
  • Ogni colore ha una sua azione specifica e reagisce, con il corpo irradiato, immettendo in esso il suo flusso energetico proveniente dall’ambiente. L’energia cromatica, pertanto, svolge un’azione fondamentale sul metabolismo. Dall’occhio attraversa l’ipotalamo, raggiunge l’ipofisi e la ghiandola pineale, influenzando in modo sostanziale l’umore e le emozioni
  • I 7 colori dello spettro visibile sono paragonabili alle 7 note della scala musicale, ed hanno effetto sul piano fisico, emotivo, mentale, psichico. Esiste, inoltre, la loro relazione tra i 7 chakra e i 7 corpi sottili, non è un caso, quindi, che in alcuni trattamenti con le campane, è possibile visualizzare i colori.

Partendo da queste peculiarità e, nonostante la scelta casuale per la tonalità della bottiglia, mi sembra interessante dare riscontro alla personalità delle piante e l’effetto che il colore può avere su di loro e di conseguenza sull’oleolito. A mio avviso ne risulta un arricchimento di affinità caratteriali.

IL SUONO

La campana tibetana è l’assistente ideale per iniziare questo lavoro della durata di un mese. La sua forma si presta naturalmente alla raccolta, un’ottimo contenitore che risplende e, col suono, probabilmente lenisce e rianima la pianta tagliata. Il suo impegno inizia da questo ed è inebriante veder tremolare i fiori di gelsomino al suo interno: un rituale di espansione vibrazionale tra suono e odore! Per il resto del tempo necessario al completamento dell’oleolito ho voluto creare altri due appuntamenti in cui suonare: la luna piena e l’ultimo giorno di esposizione dell’olio. Il plenilunio è un momento di estrema forza, in questa fase tutto ciò che viene fatto ed elaborato, sprigiona un’energia amplificata; il filtraggio, invece, rappresenta il completamento del ciclo, la chiusura del cerchio, in cui è necessario un accompagnamento energetico per sostenere la stasi della conservazione e la stabilizzazione del preparato. Dopo aver disposto gli oleoliti su di un tavolo di legno, suonando mi preparo a entrare in accordo con quello che sto facendo: sono contornata da un giardino e questo produce ulteriore armonia. La campana nella quale verrà inserita la bottiglia ha nel fondo una stoffa circolare che serve ad attutire il contatto tra metallo e vetro, (ho provato senza e il suono che fuoriesce è un sibilo acuto simile alla corrente che corre sui cavi elettrici. A volte non è completamente sgradevole!) Se la qualità delle piante lo permette, inizio a suonare rispettando il percorso che dalla terra porta al cielo, partendo da una nota di base (es. basilico), per proseguire con cuore (gelsomino), e testa (finocchio, citronella). Queste note appartenenti agli olii essenziali sono una caratteristica anche dei colori! In questo modo il suono esprime il suo potere vibrazionale avvolgendo la pianta, l’olio, il colore, potenziandone le capacità curative e rendendo il risultato un’ottimo prodotto di cui beneficiare. Osservare il contenuto dall’imboccatura del barattolo è per l’occhio un potente bagno di colore e consente, inoltre, di osservare le delicate oscillazioni della superficie. L’olio, col suo contenuto, è più denso dell’acqua e non “danza” o zampilla, ma, nello steso modo, riceve le stimolazioni che, avvertibili toccando all’esterno la base della bottiglia, risultano particolarmente intense, perdurano nel tempo, oltre il suono, diffondendosi sul piano di lavoro e nell’ambiente circostante. E’ un’occasione in cui suonare mi regala un prolungato benessere, un momento creativo dal quale si possono captare collegamenti vibrazionali che esulano dalla normale percezione, un’interazione con l’Universo. La calma piena con cui eseguo il cambio delle bottiglie, è evidente e mi attraversa, riempiendomi lo sguardo come in contemplazione. Suono, luce, colori, odore: nutrimento per il corpo e l’anima.

BLU

Allevia il dolore, anestetizza, rinfresca, rilassa la mente. Permette di accettare le responsabilità e di indirizzare pensieri ed energia verso obiettivi consoni alla realizzazione di se stessi e la crescita spirituale. Utile nel trattamento delle ustioni, prurito, eruzioni cutanee, punture d’insetti. Favorisce la rigenerazione del tessuto osseo. Buon sedativo con effetto tonico sul sangue. E’ il colore dell’intuizione e delle facoltà mentali superiori. Antisettico, battericida, genera equilibrio e armonia.

Basilico

(Ocinum basilicum)

Ottimo per problemi digestivi, corroborante epatico è utilizzato in caso di virosi tropicali. Aiuta nei dolori muscolari, raffreddori, emicranie e problemi respiratori. Stimola le ghiandole surrenali, il sistema nervoso ed è un potente antidepressivo. Indicato per i soggetti distratti e per quelli con la testa piena di pensieri che si accavallano. Induce alla chiarezza, favorisce l’attenzione e la concentrazione, è per questo una pianta adatta a chi studia materie scientifiche, si può definire la pianta degli scienziati. E’ utilizzata anche per sedare le punture di insetti e tenerli lontani.

Citronella

(Cymbopogon nardus)

Vivificante, favorisce l’azione e la creatività, purifica l’aria. E’ indicata nei raffreddori e molto utile in casi di spossatezza e frustrazione. Con le foglie si ottiene un ottimo infuso per l’apparato gastrointestinale sul quale, ha un effetto rinfrescante. Risolve le emicranie, l’eccessiva traspirazione dei piedi e le micosi. E’ la profumazione che viene utilizzata in tutti i prodotti antizanzare.

GIALLO

Rafforza la mente e il sistema nervoso, depura. Consente di riacquistare padronanza di sé e scacciare le paure. Ha un’azione depurativa e lassativa. Migliora la circolazione. Favorisce la secrezione dei succhi gastrici, facilitando l’assimilazione e l’eliminazione. Stimola il fegato, la colecisti, il pancreas. E’ apportatore di chiarezza, calma e stabilità mentale.

VERDE

Rilassa riequilibra, normalizza. Conferisce armonia tra le cellule e regola il metabolismo. Ha proprietà antisettiche e disinfettanti che liberano dalle impurità fisiche, emotive, mentali. Agisce sull’apparato digerente. Favorisce il rilassamento per questo utile in caso di traumi. E’ rinfrescante ed efficace nelle cefalee. Stimola l’ipofisi.

Finocchio

(Foenicum vulgare)

Riduce lo stress e regolarizza il sistema neurovegetativo. Esplica azione diuretica e drenante sul sistema linfatico, per questo indicato in caso di cellulite. Stimolante dell’appetito, utile nell’atonia gastrica, meteorismo, colite, nausea alitosi, gengivite: masticare i semi rinfresca l’alito. Rappresenta una sorta di protezione psicologica verso l’aggressività altrui. Dona apertura nei confronti del prossimo, lungimiranza e chiara visione delle situazioni. Indicato per chi, avendo paura di fallire, rifiuta i cambiamenti e anche per chi è soffocato dai complessi d’inferiorità. Allevia le conseguenze degli eccessi di alcool e fumo.

TURCHESE

Purifica, rigenera, rivitalizza. Questo colore attenua le pene del cuore e possiede le proprietà dell’acqua fresca di sorgente pura e spumeggiante (lo stesso colore del mare di Lampedusa). E’ associato alla comunicazione e aiuta ad ascoltare i messaggi del cuore. Stimola la ghiandola del timo e quindi agisce nel potenziare le difese immunitarie. Utile nelle cefalee e negli stati infiammatori. Rasserena e incoraggia la comunicazione interiore. Stimola la vigilanza, la consapevolezza, la lucidità e l’apertura mentale. E’ indicato per problemi alla pelle e per alleviare la sofferenza in caso di ustione.

Gelsomino

(Jasminum grandiflorum)

il re dei profumi. Influisce sullo stato ormonale femminile per questo indicato in gravidanza e per facilitare il parto. Stimola l’ipotalamo alla produzione di endorfine. Utile nei strappi muscolari, nella laringite e la raucedine. Agisce nelle dermatiti ed eczemi di origine nervosa, rende la pelle vellutata. Infonde fiducia in se stessi e riduce le paure che bloccano la sessualità. E’ un potente afrodisiaco e rafforza l’aspetto spirituale dell’amore fisico. Solleva l’umore eliminando ansie e sofferenze interiori. Indicato per pacificarsi con la propria parte fisica. Può favorire il senso artistico.

Nel Magazine n° 8

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