Lasciarsi alle spalle lo stress

By: Becky Wetherington
By: Becky Wetherington

Lo stress e lasciare andare

Uno degli aspetti di maggior beneficio evidenziato nel corso dei vari trattamenti è stato la concreta possibilità di lasciare andare lo stress, di mandare sotto traccia un ingombrante e invadente eccessivo dialogo interno.

Una giovane donna

Ad una giovane donna che richiedeva un ciclo di massaggio sonoro con le campane tibetane, le è stata proposta la variante a quattro mani, cioè con due operatori, che lei ha accettato con piacere. Il motivo del suo avvicinamento a questo tipo di “terapia”: la voglia, la “necessità” di evolvere alcune sue personali istanze. L’avere provato per “gioco” il suono e le vibrazioni delle campane e la forte impressione positiva che le avevano lasciato hanno fatto scaturire la sua richiesta. Insieme a lei abbiamo deciso un numero minimo d’incontri, la cadenza e il luogo.

Due operatori

I due operatori, un uomo e una donna hanno scelto il set di campane da usare: una grande, due medie, due piccole. Gli incontri sono stati nel loro insieme costruttivi via via in un crescendo di maggiore risonanza della persona ricevente, a seguito delle resistenze che gradualmente si andavano a sciogliere. Le campane hanno infatti creato un clima di buona e positiva energia emotiva. L’inizio del trattamento era sempre preceduto da uno scambio verbale su impressioni, sensazioni, stati d’animo e atteggiamenti mentali che erano stati vissuti nei giorni tra un incontro e l’altro; e le eventuali richieste per il massaggio che di lì a breve avrebbe ricevuto.

I benefici

Uno degli aspetti di maggior beneficio evidenziato nel corso dei vari trattamenti è stato la concreta possibilità di lasciare, di mandare sotto traccia un ingombrante e invadente dialogo interno. A suo dire è un tipo di dialogo interno che difficilmente si ferma e che la lascia generalmente in uno stato di quasi cronica indecisione/immobilità e con la domanda: avrò fatto bene? Farò bene?…Questo a mio avviso crea un disagio interiore di non facile gestione, quel senso di insicurezza che può a mano a mano andare a “rosicchiare” il senso di autostima, che effettivamente nella nostra amica è carente. E dunque durante il massaggio sonoro con le campane tibetane ha avuto la possibilità di ripulirsi dai suoi più ricorrenti pensieri, come premere un interruttore che crea un inedito silenzio, sperimentando il benefico vuoto generato dal suono e dalle vibrazioni di questi antichi strumenti.

La concentrazione

La possibilità di concentrare la propria mente su questa esperienza plurisensoriale, intensa e piacevole è stato a suo dire molto rigenerante. Nel corso del tempo si è creato con le campane un “legame d’amicizia”come ci diceva lei stessa, nel senso direi di portatrici di buone nuove (nuovi percorsi della mente) ad esempio di un senso di pace, beatitudine, appagamento che era evidente sul suo viso dopo il massaggio. Come accade molto spesso, avrebbe voluto continuare l’esperienza ma come sappiamo tutto ha una fine, un termine, anche se l’effetto delle vibrazioni e delle sonorità ricevuto continua su quei livelli invisibili in cui ognuno di noi è immerso mantenendo per lungo tempo un effetto positivo.