Puer e Senex

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“Puer e Senex” è estratto dalla tesina di fine Corso di Formazione in Campane Tibetane

di Daniele Margiotta

 

Il suono delle campane

Il suono delle campane è divenuto parte integrante della mia giornata. Esse stesse mi stanno accompagnando nella scrittura di questa tesi. Ad esse ho comunicato le mie emozioni, i miei sentimenti, ogni pensiero, ogni difficoltà ed ogni slancio del mio animo. Mi guardo, mi sento, mi meraviglio insieme a voi, questo ho detto loro. La mia è anzitutto un’esperienza relazionale, di conoscenza, di svelamento. Suonando ogni volta ho avuto assimilazioni e messaggi diversi, ogni volta si è rivelato un momento nuovo, completamente nuovo e nello stesso tempo in continuità con altri.

La pulizia dei chakra

Utilizzando assiduamente la tecnica della pulizia dei chakra ho potuto esperire quanto le vibrazioni determino un cambiamento energetico ed emozionale e mentale, sia in momenti di gioia che di dolore. Osservando contemporaneamente me e il suono della campana ho visto come certi umori calanti venissero rischiarati, alleggeriti, risollevati. La campana mi appariva come una grande macina che ruotando permetteva il mutare di uno stato d’animo, lo sgretolarsi di una pesantezza, il divenire più lucente dellosguardo, il riprender forza della colonna, il distendersi delle tensioni, il rafforzarsi, in ultimo, della voglia di vivere. In alcuni momenti tale volontà si faceva sentire come un fanciullo felice che sogna e che desidera di fare, di inventare ancora tante esperienze sulla Terra. Risentivo la forza entusiastica del Puer, di quel “Puer aeternus”, come scrive James Hillman.

Puer e Senex

L’atteggiamento Puer presenta una visione estetica: il mondo come immagini belle o come vasto scenario. La vita diventa letteratura, avventura dell’intelletto o della scienza, della religione o dell’azione 

 A volte il Puer è coperto, corazzato, inibito da un cattivo bilanciamento con il Senex, con il tempo, l’ordine, la struttura, la maturazione dell’io. Le campane possono aiutare a riscoprirlo e a risentire la sua linfa vitale, possono concorrere a smantellare un complesso, ad agevolare una catarsi del superfluo o dell’eccesso.

James Hillmann

La direzione del Puer, sostiene Hillmann, è in verticale mentre quella del Senex in orizzontale, il primo è eterno mentre il secondo si muove nel tempo.

La figura del Puer aeternus è la visione della natura prima, la nostra primordiale Ombra d’Oro, la nostra essenza angelica come messaggera del divino, come messaggio divino…. Il Puer dunque personifica quella scintilla umida all’interno di qualsiasi complesso o atteggiamento che è l’originario seme dinamico dello spirito. E’ la vocazione delle persone verso il Sé, ad essere fedeli a se stesse, a mantenere il contatto con il proprio eidos che è creazione divine. Il Puer offre il contatto diretto con lo spirito. Se si rompe questa connessione diretta, il Puer cade con le ali spezzate.

Il Senex è presente dall’inizio come una radice archetipa della formazione dell’Io. Essa rende possibile il consolidarsi dell’Io, conferendogli la sua giurisdizione come identità entro confini prefissati, la sua tendenza ad ingrandirsi in modo onnivoro e rapace attraverso un principio di associazione della coscienza, e la possibilità di perpetuarsi mediante l’abitudine, la memoria, la ripetizione e il tempo.

Il Puer e il Senex

Ora quando tra il Puer ed il Senex c’è un prevalere dell’uno sull’altro o tanto più una scissione ci sarà sintomatologicamente un determinato carattere o complesso.

Rappresentando ciò che ci mette con lo spirito, il Puer è sempre interessato dall’aspetto eterno delle persone e del mondo. Quando questo interesse diventa soltanto Puer, esclusivamente e negativamente Puer, il mondo in quanto mondo rischia di dissolversi nell’oltre mondano.

Nel Senex senza l’entusiasmo e l’eros del figlio, l’autorità perde il suo idealismo. Non aspira ad altro che alla propria perpetuazione, non può condurre ad altro che alla propria perpetuazione, non può condurre ad altro che al dispotismo e al cinismo; perché il significato non può reggersi soltanto sulla struttura e sull’ordine.

E’ molto importante per l’epoca attuale, afferma Hillmann, che ci sia un ricongiungimento di questo archetipo, che ci sia armonia od integrazione di questa naturale ambivalenza. Ora, credo le campane possano contribuire effettivamente a questa risanazione.

Suonando le campane

Suonandole ho osservato quanto i miei pensieri attraverso la vibrazione si ordinavano, si semplificavano, si meglio indirizzavano. Ho visto come al loro interno si creassero momenti d’ispirazione o di spazio nel sopraggiungere di idee e di immagini in una forma quasi oracolare o di divinazione. Non semplicemente un annullamento del pensiero ma una sua più ottimale formulazione. Più volte ho avuto la sensazione che i pensieri si collegassero meglio alla realtà e che avessero più presa e maggiore forza per essere concretizzati. Grazie al loro suono anche tanti passaggi di questa tesi si sono chiarificati e resi per me più agevoli. Se le campane invitano alla meditazione e il contatto con lo Spirito, al riarmonizzarsi con l’universo al contempo richiamano alla realtà terrena, ad essere presenti ed attenti a ciò che si vive.