L’Ottava

ottoL’ascolto e l’ottava

Ascolta il flauto di canna, com’esso narra la sua storia, com’esso triste lamenta la separazione…
Rumi

Che cosa è un ottava musicale? Perché utilizziamo questo termine? E cosa intendiamo? Sono domande lecite per i non musicisti, e anche se banali, quantomeno curiose per gli addetti ai lavori. Abbiamo nell’articolo precedente, introdotto la questione relativa all’acustica del suono ed accennato alla sua complessità.

Mi propongo di trattare ora, gli spunti relativi alla suddivisione dell’ottava musicale e le suggestioni che se ne possiamo ricavare, attraverso questa ipotesi. Storicamente, la suddivisione dei suoni in scala nasce con Pitagora. Sappiamo il valore di questo filosofo, l’importanza del suo circolo iniziatico e le innovazioni da lui introdotte nella cultura occidentale. Pitagora divide la corda del monocordo e attraverso i numeri riscontra dei rapporti matematici con la fondamentale. Ad esempio, se ho un suono che vibra a 440 Hz dividendo la corda a metà, mi accorgo che ottengo lo stesso suono che però vibra al doppio 880 Hz.

Questa distanza in musica viene definita intervallo. In questo caso specifico intervallo di ottava. Perché? La risposta è ovvia. Perché il suono che otteniamo è l’ottavo dopo una successione di 7. Certo, qui però apriamo una parentesi, senza divagare molto però, non basta un articolo! Non tutte le culture del mondo hanno questa divisione di suoni in 7. Come molti sapranno, abbiamo successioni di suoni (scala) in 5 o scale più complesse come quella araba ed indiana dove abbandoniamo l’idea stessa di scala per parlare di modo.

Il sistema occidentale ha una divisione in 7, DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI. Possiamo ritrovare la divisione in 7 in molti aspetti della nostra vita. I giorni della settimana, i colori dell’arcobaleno, i giorni della creazione, i chakra principali. Molte teorie esoteriche ci indicano la divisione musicale come una legge presente nella Creazione, conosciuta anche come Legge dell’Ottava. Anche qui la simbologia legata al numero 8 è vastissima.

Solo alcuni accenni.Il numero 8 è universalmente considerato il numero dell’equilibrio cosmico. E’ fra i simboli più antichi. E’ il numero della rosa dei venti, dei petali de loto (nel Buddismo, dei sentieri della Via). Ruotato di 90 gradi è il simbolo dell’infinito. E’ un numero ottagonale, ricorrente negli elementi architettonici/pittorici come ad esempio Castel del Monte, nel territorio di Andria. Fin dalle culture più remote, chi ha saputo cogliere le relazioni e le Leggi presenti in ogni cosa, ha usato queste corrispondenze nel costruire rispettando l’armonia universale.

L’ipotesi è che questo possa rispecchiarsi nella costruzione della scala musicale. Se cosi fosse, noi utilizziamo un’arte che contiene all’interno leggi che riflettono l’armonia delle cose, il collegamento dell’uomo con il cielo e con tutto il Creato. Suonare una campana non è soltanto un suono di meditazione ma un richiamo, un canto di conciliazione con il Tutto intorno a noi.