Lo yoga e la vibrazione

By: Wonderlane

Lo stato delle vibrazioni con le quali l’uomo si armonizza è responsabile della sua anima.

Hazrat Inayat Khan

Yoga

Chi pratica lo yoga conosce bene l’importanza di saper ascoltare la realtà delle vibrazioni. Il termine Yoga ha la sua radice nel sanscrito Yuj che significa collegare. Collegare l’alto con il basso, il polo maschile con il polo femminile, il più manifesto al più sottile. Con un intento simile le campane tibetane si offrono come strumento da utilizzare per collegare le realtà terrene alle dinamiche celesti. Le sonorità e le vibrazioni che producono portano l’ascoltatore verso stati di concentrazione, favorendo e sostenendo l’esperienza della meditazione.

La meditazione

Gli stadi fondamentali nella pratica dello yoga: Dharana (concentrazione) e Dhyana, (meditazione) trovano un semplice aiuto nella pratica del suonare, far vibrare le campane. La respirazione si fa più regolare ed entra in armonica relazione con il battito del cuore, le tensioni muscolari e mentali beneficiano di un massaggio sonoro che le distende in superficie e profondamente. L’ascolto del cuore, Anahata, il suono puro, mistico, è la fonte della vibrazione e del movimento del corpo. Il chakra del cuore è al centro tra la terra e il cielo, da sempre la tradizione ci ricorda l’importanza dell’ascolto del cuore.

Una storia sufi

Un’antica storia della tradizione narra di tre angeli che si riunirono all’alba dei tempi, per stabilire dove poter nascondere il significato della vita. un segreto da rendere accessibile soltanto agli uomini più meritevoli.
Il primo disse: Dovremmo nasconderlo nelle profondità dell’oceano.
Il secondo ribatté: Meglio sulla vetta della montagna più alta.
E allora l’angelo più saggio disse: Esiste un luogo in cui nessuno guarderà mai. È in piena vista: al centro del cuore degli uomini.

Il massaggio sonoro

Nel testo: Massaggio sonoro con le campane tibetane si possono trovare molte tecniche per la libertà del cuore, come ad esempio: Il loto del cuore

La saggezza dello yoga ci indica il mudra del loto per la meditazione del cuore. Tenendo a contatto le punte dei mignoli, il lato esterno dei pollici e le eminenze delle mani. Stendendo le altre dita come un fiore di loto. Respirando in tranquillità.
I pollici sono di fronte al petto a circa 10-15 centimetri. La pratica della meditazione del cuore si può effettuare da soli o in coppia, posizionandosi uno di fronte all’altro. Le dita delle mani nella posizione del fiore del loto si prestano ad accogliere una ciotola, come la montatura di un anello aspetta la sua pietra preziosa. Posizioniamo la campana sopra le mani del nostro compagno.
Le dita si adatteranno nella forma più idonea per trasmettere le vibrazioni, cercando di sostenere la campana senza smorzarne il suono. Dopo i primi momenti di naturale assestamento, riusciremo a far vibrare le campane anche in questa bella forma, per la meditazione del cuore.
Le vibrazioni dalle mani si trasmetteranno alle braccia, al cuore, alla colonna vertebrale, alla nostra testa e a tutto il corpo, risuonando in armonia, nell’universo! Pag. 182

Nel libro sono consigliati mudra e mantra per l’ascolto sottile della preziosa realtà vibrazionale. Vengono anche esposte in modo dettagliato alcune semplice tecniche per la pulizia dei chakra.