L’immobilità e la meditazione

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By: Giorgio Nicodemo

Le tante tecniche di meditazione

 

 

La ricerca scientifica e la letteratura ci segnalano alcune dinamiche che si possono generare attraverso l’esperienze di immobilità e di meditazione.

Tecniche di meditazione

Sarà seguito da un articolo riguardante le antiche tecniche di meditazione e la ricerca scientifica. Un estratto dal nostro libro di riferimento. Le campane sono nate anche per sviluppare la consapevolezza, portando la mente a concentrarsi su un suono per poi entrare in stati di meditazione nell’immobilità. Tentando di percepire i movimenti energetici più sottili verso la ricerca della vibrazione e del suono primordiale.

Sistemi percettivi

Recenti studi scientifici hanno rilevato che qualora i sensi e i sistemi percettivi del cervello vengano esposti a una stimolazione troppo scarsa. Con deprivazioni sensoriali prolungate, può nascere la possibilità che appaiano allucinazioni di molti tipi. Anche musicali. Sono documentate le esperienze di persone che, passati diversi giorni concentrati in meditazioni intense, iniziano a sentire dei suoni. Cominciò a sentire una musica flebile, che interpretò come il canto, udito da lontano, di persone raccolte intorno a un fuoco.  Oliver Sacks, dal suo testo Musicofilia.

Jack London

Anche in letteratura troviamo spesso descritte le esperienze di personaggi costretti a vivere in condizioni al limite della sopportabilità. Come nel romanzo Il vagabondo delle stelle. Jack London ci narra la storia di un detenuto condannato a morte. Rinchiuso in isolamento per lunghi periodi e spesso costretto in camicie di forza. London ci racconta una storia ai confini della disciplina yogica. Grazie al ferreo addestramento e situazioni estreme, il suo personaggio riesce a trovare la via della libertà fuggendo dalle barriere della mente.

La stella polare

Studiando i libri di astronomia attinti alla biblioteca del carcere, apprendo che anche i cieli sono in continuo movimento e subiscono la deriva delle stelle, così come la terra subisce la deriva degli uomini. Con il sostegno di queste nozioni odierne ho potuto, tornando da precedenti esistenze attraverso la piccola morte, paragonare i cieli antichi a quelli di oggi. Anche le stelle cambiano. Ho visto molte stelle polari, anzi vere e proprie dinastie di stelle polari. Oggi la stella polare si trova nella costellazione dell’Orsa Minore. Ma in quei giorni lontani l’ho vista in quella del Dragone, di Ercole, di Vega, in quella del Cigno e in quella di Cefeo. No, neanche le stelle rimangono, ma il loro ricordo, la cognizione che ho di loro, quella rimane in me, nella parte spirituale di me che è la memoria, ed è eterna.