Acqua, campane, inconscio

La Voce del Carro Particolare Buddha

L’acqua, la nostra emotività e l’inconscio vengono stimolati profondamente

Il massaggio sonoro

Le diverse persone che sperimentano il massaggio sonoro, raccontano di esperienze inedite. Spesso attraverso il massaggio sonoro entrano in contatto con alcuni aspetti delle loro realtà, per così dire sommersi alla coscienza. Le informazioni che seguono vogliono essere uno stimolo alla ricerca di ognuno, ricordandoci della realtà ambientale e dell’inconscio collettivo.

L’acqua

Abbiamo indagato la realtà dell’acqua e dell’inconscio nel nostro libro. Ci siamo avvalsi anche degli studi di illustri ricercatori e dell’antica tradizione…Sappiamo che il nostro corpo è formato in grande parte d’acqua, che mediamente è presente con valori percentuali intorno al 70%, anche se, con l’avanzare degli anni, la percentuale di acqua diminuisce naturalmente.

E proprio riguardo l’acqua come archetipo sono illuminanti le parole di Carl Gustav Jung:

L’acqua è il simbolo più corrente dell’“inconscio”. Il lago della valle è l’inconscio che giace, per così dire, al di sotto della coscienza; perciò è spesso indicato come “subconscio”, non di rado con la tonalità negativa di coscienza di qualità inferiore. L’acqua è lo “spirito della valle”, il drago acquatico del Tao, la cui natura assomiglia all’acqua, uno Yang accolto nello Yin. Psicologicamente, quindi, l’acqua significa: spirito divenuto inconscio.

Il suono e le vibrazioni delle campane ravvivano notevolmente l’elemento acqua, come è possibile osservare anche visivamente nelle foto del testo Tessitura delle vibrazioni sull’acqua. Attraverso lo sfregamento della circonferenza della campana precedentemente riempita d’acqua, si possono notare le linee di tensione e le forme geometriche che appaiono in superficie.

Possiamo dire che il calore generato dalla campana sul corpo “riscalda” lo spirito.

Spesso le persone che ricevono il massaggio sonoro con le campane dichiarano che la mattina successiva si risvegliano sorprendentemente piene di vitalità. Come paragone può rendere l’idea l’esperienza dell’accensione di un computer nuovo e veloce con il ricordo di quelli di alcuni anni fa, che per raccogliere i dati e prepararsi all’operatività impiegavano svariati minuti.

Possiamo ipotizzare che la qualità del riposo notturno, intesa come discesa nell’inconscio, sia stata più consapevole. Forse è affiorato, facendo scaturire la propria luce, il ricordo della presenza dello spirito.

L’ascolto

È sempre la persona che valuta individualmente il senso dell’esperienza. La dimensione dell’ascolto e quella dell’inconscio sono state studiate anche da Alfred Tomatis:

Le percentuali di conscio e inconscio, come gradazione tra il tasso di risveglio o la dimensione dell’intorpidimento. Dall’offuscamento o l’illuminazione dell’uno e dell’altro.