La voce

By: Beverly & Pack

Lo strumento più naturale per curare è la voce umana

 

La genesi

Tutte le volte che la genesi del mondo è descritta con sufficiente precisione, un elemento acustico interviene nel momento decisivo dell’azione. Nell’istante in cui un dio manifesta la volontà di dare vita a se stesso o a un altro dio, di far apparire il cielo e la terra oppure l’uomo, egli emette un suono. Espira, sospira, parla, canta,grida, urla, tossisce, espettora, singhiozza, vomita, tuona, oppure suona uno strumento musicale. In altri casi egli si serve di un oggetto materiale che simboleggia la voce creatrice. La fonte dalla quale emana il mondo è sempre una fonte acustica.

L’essenza

Dal momento che l’uomo è nato dal suono, la sua essenza rimarrà sempre sonora.

Le parole del musicologo Marius Schneider evocano con chiarezza e intensità il principio sonoro attivo presente in ogni uomo.

La natura

Ogni atto terapeutico che agisce per l’uomo può aiutare la sua natura essenziale a risuonare in armonia. Perché noi siamo in relazione e risonanza costante con l’ambiente che ci circonda e nel quale siamo immersi. Riceviamo e trasmettiamo continuamente stimoli e informazioni. Siamo il frutto dinamico di infinite influenze: ogni persona è unica e in continuo mutamento. Nel nostro testo di riferimento abbiamo approfondito più volte le modalità di utilizzare la voce per ricercare l’armonia e l’equilibrio.

Le vocalizzazioni

Indubbiamente lo strumento più naturale per curare è la voce umana. Guardando qualsiasi neonato possiamo osservare come emetta gridolini e suoni tipici e come si tenda e vibri. E’ la vita stessa che ci mostra le modalità della sua creazione. Le vocalizzazioni della prima infanzia sono state oggetto di studio da parte di vari ricercatori. In Occidente è nota l’esperienza del medico austriaco Lesar Lasario. Mentre era costretto a letto da una grave malattia, fu visitato da una parente con il suo figlioletto nato da poco.

Un neonato

Quando il neonato gli fu posto vicino, Lasario iniziò a guardarlo mentre emetteva i tipici suoni “aaa, gaa, maa”. E, osservando le varie zone del corpo che si tendevano, pensò che ci fosse un collegamento fra le specifiche necessità fisiologiche e lo sviluppo delle funzioni vitali del bimbo. La sera stessa iniziò a esercitarsi con le sonorità che aveva intuito, incoraggiato dagli effetti positivi riscontrati sul suo corpo malato. Proseguì la sperimentazione cercando le zone corrispondenti alle varie funzioni fisiologiche e, con il tempo, trovò e applicò un preciso metodo che gli permise di ritrovare la salute.

Le vocali

Le sue osservazioni lo portarono a individuare le corrispondenze tra le vocali e alcune zone corporee: la U agisce su addome, ghiandole genitali e fegato. Mentre la O sulla parte mediana del torace. La vocale A sulla parte superiore del torace. La E su collo, corde vocali e tiroide e la I interessa laringe, naso e testa.

La voce e le campane tibetane

Attualmente stiamo approfondendo le dinamiche della voce applicate insieme ai suoni e alle vibrazioni delle campane tibetane. Ricercando l’armonia, per dare voce alle nostre istanze interiori.

I chakra

In particolare stiamo lavorando a dei precisi seminari tematici per valorizzare al meglio la nostra voce. Un campo di fertile applicazione è l’armonia del sottile sistema dei chakra. Questa naturale integrazione ci permette anche di comprendere al meglio gli effetti del massaggio sonoro con le campane tibetane.