La danza e la bellezza!

By: KCBalletMedia

Tratto dal nostro testo 2013

Un breve articolo tratto dal nostro libro di riferimento dalle pagg. 66/68. La danza: Come abbiamo detto più volte, l’uomo è punto di unione tra il cielo e la terra.

Manuale di armonia

Arnold Shonberg, nel suo Manuale di armonia, illustra la natura del suono e i rapporti di forza tra le armoniche che lo compongono. Ecco un illuminante esempio. Prendendo il Do1 come suono centrale, la sua situazione può essere rappresentata da due forze di cui la prima tende verso il basso (verso il Fa), e la seconda verso l’alto (verso il Sol1).

La dipendenza del Sol1 dal Do1 – che opera propriamente nella stessa direzione del Fa – va intesa come la forza di un uomo che si afferra a una trave e reagisce con la sua forza fisica alla forza di gravità, in quanto con la sua forza egli agisce nei confronti della trave come la forza di gravità agisce verso di lui, con il risultato che la sua forza si oppone a quella di gravità.

Due forze opposte

Questo significa che si possono rappresentare queste due forze come opposte. Noi uomini siamo costantemente in movimento e in relazione con le dinamiche della terra e del cielo. Più o meno consapevolmente. Sperimentiamo la materialità della terra e aneliamo alla leggerezza del cielo, del puro spirito. Nella danza classica abbiamo esempi di danzatori che sembrano non subire la forza di gravità. Non dimostrano lo sforzo umano, muscolare e terreno. Possiamo dire che sembrano ispirati dal cielo e portati dalla musica.

Nureyev

Nella foto  – del testo possiamo ammirare Nureyev in un momento del balletto “Lo Schiaccianoci”. Disegna ammirevoli linee geometriche con un tratto deciso, intenso e leggero. I suoi biografi ci dicono che quando da Parigi stava per essere rispedito in patria, ha preferito compiere il grande balzo verso la libertà. Si trovava infatti all’aeroporto di Parigi al seguito della compagnia del Kirov pronta per partire per Londra. Quando gli fu comunicato che era necessaria la sua presenza in patria. Capì che non gli avrebbero più permesso di lasciare l’Urss. La situazione e gli ispettori di polizia francese gli permisero di scegliere. Nureyev in quel momento decise di lasciare i suoi compagni, i suoi affetti, i legami con la sua terra e di scegliere la libertà, ritrovandosi a Parigi con cinquanta franchi in tasca

Gli intervalli

I numerosi ostacoli e le difficoltà incontrate nella vita e l’episodio appena descritto – che possiamo leggere astrologicamente come quadratura. Utilizzando un linguaggio di acustica, intervallo di quarta – nel suo caso hanno generato una grande forza. Forza e determinazione erano sicuramente anche innati e, alla domanda sul perché fosse diventato un ballerino, egli rispondeva:

Esisteva semplicemente in me, fin dalla primissima infanzia, la consapevolezza che l’unica cosa che volevo fare era danzare.

La danza dell’acqua

Ogni molecola vibra e la vita può essere concepita come un’universale danza cosmica. Anche noi possiamo creare la nostra danza. È chiamata la danza dell’acqua la semplice e suggestiva esperienza che possiamo provare con una campana riempita con dell’acqua. Prendiamo la nostra campana e adagiamola su un panno posto sopra un tavolo, riempiamola con dell’acqua, fino a un paio di dita dal bordo. Ricordiamoci di fare qualche respiro consapevolmente e poi iniziamo a sfregare il batacchio nel bordo della campana, girando in senso orario.

Ascoltiamo

Ascoltiamo le vibrazioni della campana e dopo poco vedremo apparire dal fondo delle piccole bolle di acqua che saliranno verso l’alto. Producendo un attrito più forte, compariranno sulla superficie dell’acqua delle linee di tensione che creeranno suggestive figure geometriche in movimento. Intensificando la rotazione e l’attrito, inizieranno i primi zampilli d’acqua che assumeranno la forma di una frizzante danza. Alla voce della campana si aggiungerà così il crepitio cristallino delle gocce d’acqua. Adesso entra in campo la creatività di ognuno. Mettendo in gioco anche la componente luce si possono infatti creare degli effetti incantevoli. E una volta completata la danza, non gettiamo via l’acqua, versiamola in un vaso, nella terra di una nostra pianta; è acqua sicuramente più dinamica, sarà un piccolo gesto di attenzione e cura.