La Campana Tibetana & gli Animali

Nesha

…a Caue

L’amore

L’amore per gli animali nasce con me, da sempre; fin da bambina ne ero affascinata ed istintivamente la propensione alla loro cura ed al loro benessere. Ciò che gli animali ti regalano è esponenziale, si mostrano semplicemente per quello che sono, senza preconcetti, senza giudizi, maschere, non è facile instaurare un consolidato approccio ma con tempo e pazienza si possono creare davvero “magiche relazioni”.

La musica

Avevo letto diversi articoli in merito all’utilizzo della musica su gli animali, alcuni mi sembravano, di primo acchito un po’ bizzarri, studi infatti hanno ad esempio verificato che la diffusione di musica (classica) nelle stalle incrementa la produttività di latte del 7,5%. Altre ricerche in atto invece, non si limitano a registrare le reazioni emotive di cani e gatti piuttosto che altri animali, ma a replicare negli stessi gli effetti benefici della musica sullo stato emotivo delle persone tenendo presenti le differenze nel range di frequenze sonore percepibili dall’ udito di ogni specie. L’effetto della musica viene descritto come una “magia” capace di influenzare e modificare lo stato emotivo delle persone agendo sul sistema nervoso, attivando determinate aree del cervello e provocando il rilascio di sostanze neurochimiche.

Gli animali

Tutto questo, con le dovute differenze a alcuni accorgimenti, può essere riprodotto a beneficio degli animali. Soprattutto cani e gatti recepiscono il potere rilassante insito nella musica quando quest’ultima è generata o diffusa tenendo presenti non solo le tonalità ed il ritmo del brano, ma anche il volume e le frequenze sonore compatibili con l’udito dell’animale. Nasce quindi la curiosità di utilizzare le campane con i miei amici pelosi. Durante un viaggio in India di tre mesi, molti anni fa, ho avuto occasione, nella zona di Goa, di rapportarmi con questi grossi, grassi esseri che sono i maiali. Wow ! Prima o poi ne avrò uno, pensai !! E così è stato, a distanza di alcuni anni Nesha è entrata nella mia vita.

Le campane

Ho cominciato a suonare la campana con lei. Il primo approccio in assoluto è stato “ambientare” l’animale alla campana, al suo suono, limitandomi a suonarla nell’ambiente dove lei usa stare. Nesha si è mostrata disposta già al primo giorno a sottoporsi ad un trattamento completo di 40 minuti, dove la campana (media) era oltremodo suonata direttamente sul corpo della creatura (ho replicato il trattamento dei Tre centri). Conoscendo il soggetto, mi ha sorpreso molto da quanto sia entrata da subito in un profondo stato di rilassamento, emettendo poi tipici suoni indice di assoluto gradimento.

Le vibrazioni

Lei era serena, a proprio agio nonostante la campana fosse suonata (a volte) energeticamente, le vibrazioni percettibili a volte intense. I muscoli abbandonati, rilassati, aveva assunto una posizione laterale manifestando completa apertura e ricezione.
Questo tipo di linguaggio adottato è molto simile quando passiamo tempo qualitativamente importante insieme, quando dormiamo naso-naso, quei momenti “nostri” in cui ci coccoliamo, rilassiamo, rigeneriamo le nostre energie.

Il cane

Con il mio cane Caue, poi Huana, le cose sono andate diversamente.
Il suono della campana li disturbava, tendevano a volersi allontanare; ho capito che la campana media aveva probabilmente un suono troppo alto per loro, così le volte successive ho utilizzato la campana grande, la suonavo dolcemente in modo tale che anche il suono lo fosse di conseguenza. Dopo diversi tentativi di scarso gradimento da parte loro ho deciso di suonarla nella loro cuccia indipendentemente da cosa facessero, di continuare a suonarla lasciandoli liberi di andarsene, di suonarla per me. Caue dopo poco tornava, il piacere di condividere qualcosa che mi piaceva e mi rilassava di riflesso aveva lo stesso impatto su di lui.

La condividevamo insieme

Gli studi

Studi hanno dimostrato che specialmente il cane è portato dall’istinto a seguire con attenzione le attività che il proprietario svolge con entusiasmo e piacere: fa parte del suo modo di capirci e sentirsi integrato.
Per questo motivo, quando facciamo partecipare il nostro amico peloso all’ascolto delle melodie che ci danno più piacere, il cane recepisce la variazione positiva nell’atmosfera domestica, la fa diventare sua e ne trae beneficio.
Gli animali possono percepire la varietà di suono e alcuni possono riscontrare differenze tra compositori e stili musicali senza però ricordare le melodie e l’aspetto olistico della musica; questo suggerisce che sono coinvolti alcuni meccanismi del cervello primitivo.

Poi, all’improvviso, in pochi giorni il mio migliore amico mi ha lasciata per andare in un’altra dimensione.

La collaboratrice

Ho continuato l’approccio delle campane con Huana, degna collaboratrice, meticcio taglia grande di quasi 8 anni. (Ho utilizzato le informazioni vissute con Caue per procedere più rapidamente nell’esperienza). Ho adattato Huana alla campana grande suonandola direttamente sul suo letto, molto vicina al corpicino, mi sono accertata che le vibrazioni fossero percettibili. Ho continuato a suonarla allo stesso modo per una ventina di minuti per poi poggiarla direttamente sul suo corpo. Si è lasciata trattare per mezz’ora cominciando a russare. Le vibrazioni la coccolavano. I trattamenti successivi si sono ripetuti seguendo lo stesso schema, ora che conosce lo strumento la disposizione del peloso al trattamento è immediata!

Hz

L’apparato uditivo umano è sensibile ad uno spettro di frequenze acustiche che vanno dai 16 ai 20000 Hz, cani e maiali sono molto simili ad arrivano a percepire frequenze oltre i 50000 Hz. Ho deciso di trattare sia i miei animali che altri, totalmente estranei. Partivo ovviamente da 2 punti totalmente diversi per ovvie ragioni, non era facile relazionarmi con loro in quanto privi di conoscenza reciproca; li ho trattati con frequenza tri-settimanale per 20 giorni, utilizzando solo campana grande.

Ho proceduto seguendo 4 punti base:

– suonare la campana nello stesso luogo dell’animale
– verificare se il suono risultasse invasivo o meno
– avvicinarmi con la campana
– posizionare la campana direttamente sul corpo dell’ animale

Le scrofe

Hanno accettato l’invito due scrofe, come pensavo queste 2 fantastiche creature si sono dimostrate assolutamente incuriosite, disposte alla mia presenza, socievoli, apprezzavano il suono che era diventato come un richiamo; era divertente notare come avvicinandosi alla campana poggiavano delicatamente il naso sulla superficie dello strumento sentendone direttamente le vibrazioni. Più sensibili cavallo e pony, volgevano sempre lo sguardo verso lo strumento incuriositi ovviamente dal suono, le loro orecchie si indirizzavano a questo anche quando mi allontanavo, anche per loro era diventato un “richiamo”.

Questi hanno una grossa capacità di rilievo di ultrasuoni ma non sono in grado di sentire tonalità più basse, udibili invece dall’uomo, dai 60 Hz ai 40000 Hz.

Un’asina

Risultati apprezzabili li ho avuti con un’asina, Lauretta; si è sempre mostrata la più disposta all’esperienza con le campane, si avvicinava e continuamente seguiva il suono, là dove mi allontanavo si avvicinava, si è dolcemente prestata a provare la campana direttamente sul corpo, alcuni punti le erano molto graditi come fondo schiena e metà schiena, il collo più delicato. E’ stato incredibile e piacevole notare come Lauretta gradiva questa esperienza che si è ripetuta in diversi incontri.

Il feed-back con gli animali è totalmente un altra realtà, le loro reazioni a volte vanno capite ma sono molto diretti e semplici, nella mia personale esperienza si trattava ovviamente di un approccio molto soft tra il mondo delle campane e quello degli animali, sono convinta che risultati particolarmente apprezzabili nella vita di quest’ ultimi, in termini qualitativi, si possano ricavare da un’ esperienza a lungo termine ove il suono dolce ed armonioso delle campane entri nella loro vita quotidiana.