La bellezza e le campane tibetane

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By: Andrea

La bellezza e le campane tibetane è l’elaborato/tesina di fine corso di massaggio sonoro di Catia Rubbini

 

 

Khalil Gibran

La bellezza risplende nel cuore di colui che ad essa aspira più che negli occhi di colui che la vede

L’esperienza

Riflettendo sulla mia esperienza con le campane tibetane ho capito che ciò che mi ha colpito maggiormente è la loro bellezza. Bello, bellezza, armonia intese non solo come una percezione che arriva tramite il senso della vista, ma come un sentire interiore che illumina e riscalda il cuore. Le campane tibetane sono portatrici di bellezza nella nostra vita, sia per il loro aspetto attraente sia per il loro suono ammaliante. E’ difficile sfuggire al loro fascino: se i nostri occhi si fermano su di esse, molto probabilmente ci avvicineremo a loro, anche solo un attimo per ammirarne forma e forgiatura; e se cominciamo a suonarle, la materia di cui sono costituite ci regala suoni e sensazioni affascinanti che ci fanno intuire il grande potere di queste ciotole.

Le campane tibetane

L’obiettivo principale delle campane tibetane è quello di creare un legame tra la terra-il basso, l’uomo-il centro e il cielo-l’alto in modo che l’energia possa fluire in maniera armoniosa. Le ciotole tibetane, infatti, sono composte da sette metalli, ognuno dei quali è in relazione per tradizione a uno dei 7 pianeti principali: Oro-Sole, Argento-Luna, Mercurio-Mercurio, Rame-Venere, Ferro-Marte, Stagno-Giove, Piombo-Saturno. Questi pianeti fanno da tramite fra l’Universo e la Terra. Le vibrazioni prodotte dalle campane arrivano a tutte le cellule del nostro corpo e quindi anche al nostro cervello contribuendo all’attivazione della ghiandola pineale, che possiamo definire anche come il portale per altre dimensioni, da cui possono arrivare nuove informazioni.

La bellezza

La ricerca di armonia e bellezza credo che faccia parte della natura umana, ed è anche per questa ragione che ho voluto partecipare ai seminari di Mauro, durante i quali ho provato più volte la sensazione di aver creato, con i compagni di corso, qualcosa di bello…un atmosfera, un’energia che faccio fatica a descrivere a parole, ma che si è impressa profondamente dentro di me. Lavorare in gruppo è un’esperienza veramente intensa: ognuno con la propria campana e/o voce contribuisce alla formazione di un campo vibrazionale in cui una parte di noi si fonde, mentre un’altra sembra viaggiare lontano nello spazio-tempo.

La voce

Un naturale strumento terapeutico: la Voce. L’uomo può essere visto come uno strumento musicale con tre casse di risonanza (cranio, cassa toracica e bacino) il cui suono è la Voce.  Le vocalizzazioni e il canto difonico possono essere considerati buoni strumenti di cura: le vibrazioni della nostra voce innescano un meccanismo di autoguarigione.  Ed essendo ogni vocale associata ad una parte del nostro corpo possiamo anche fare un trattamento mirato agli organi che hanno maggiormente bisogno di essere riequilibrati. Le vocalizzazioni eseguite in gruppo creano un’atmosfera veramente speciale che stimola la produzione di ossitocina, l’ormone della fiducia. Il canto e quindi anche le vocalizzazioni sono attività che coinvolgono entrambi gli emisferi, il destro e il sinistro del nostro cervello portando così equilibrio fra la parte logica e quella creativa della nostra mente. E poi c’è il famoso detto popolare:

Canta che ti passa

Il massaggio sonoro

Anche i trattamenti individuali di massaggio sonoro sono fonte di grande soddisfazione. Le campane tibetane utilizzate da sole o aggiungendo all’interno acqua calda, abbinate alla vocalizzazione o agli oli essenziali, hanno suscitato nelle persone riceventi il  trattamento, commenti sempre positivi. Tutti hanno sperimentato un rilassamento profondo e rigenerante, un’esperienza bella e piacevole. L’approccio con il ricevente è di importanza fondamentale ai fini della buona riuscita del trattamento. Per eseguire il massaggio è necessario che l’operatore sia in uno stato di equilibrio e centratura che gli consenta di avvicinarsi al ricevente con pura intenzione e senso di amorevole cura. Il massaggio con le campane è anche un momento di condivisione: il suono e le vibrazioni che si producono arrivano non solo al ricevente ma anche all’esecutore del massaggio e in un certo senso si diventa un unico corpo vibrante.  Se riusciamo a creare un buon legame empatico proveremo sensazioni ed emozioni uniche. Anche questo è il bello delle campane tibetane!

Vibrazione

Tutto nell’Universo è vibrazione. In acustica la simpatia è quel fenomeno per il quale un corpo è in grado di vibrare, emettendo il suo suono spontaneamente, quando sollecitato dalle vibrazioni di un altro corpo vicino e della stessa frequenza. Ogni organo, cellula del nostro corpo vibra ad una determinata frequenza e il loro insieme viene a determinare la frequenza vibratoria del nostro corpo. Quando elementi di stress vanno ad alterare questo equilibrio, possono insorgere disagi e malattie. Il suono armonico delle campane tibetane crea delle onde vibratorie che entrano in risonanza con le nostre cellule, aiutandole a ripristinare la loro naturale frequenza e quindi possono aiutare la capacità di autoguarigione dell’intero organismo umano.

La bellezza

Come incrementare la quantità di bellezza nella nostra vita? Possiamo anche possedere tante “cose belle” (case, auto, vestiti ecc.), ma ci rispecchiano veramente? Spesso nella quotidianità c’è carenza di bellezza e viviamo uno stato di disarmonia. Ricerche compiute da studiosi contemporanei (per es. Masaru Emoto, Dawson Church) evidenziano l’importanza di pensieri,  emozioni, parole,  suoni e immagini. Tutti questi fattori influiscono sul nostro benessere psicofisico ed è quindi nostra responsabilità, se vogliamo e se possibile, migliorarne la qualità. Bastano anche semplici azioni, come la preghiera o la meditazione, l’ascolto di buona musica  o la scelta di programmi televisivi con una buona vibrazione.

Citazioni

Non dovremmo sottovalutare l’importanza dei suoni che arrivano alle nostre orecchie per molte ore al giorno. Può essere il traffico della città o una trasmissione radio, o il “rumore” del computer acceso. Chi più e  chi meno, tutti siamo sottoposti ad inquinamento acustico.  Fortunatamente esiste anche una musica che cura, come ad esempio il suono armonico delle campane tibetane e la musicoterapia è una scienza nata proprio con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita  anche attraverso il suono (e non solo). Vorrei accennare ad un fenomeno molto interessante: l’effetto Mozart

…la musica ha la capacità di influenzare l’uomo cambiandone lo stato emotivo, fisico e mentale: questa capacità, o fenomeno, è stato definito come Effetto Mozart…grazie alla Sonata K448 di Mozart, fatta ascoltare per dieci minuti al giorno ai pazienti affetti da epilessia, si era riusciti a ridurre drasticamente gli attacchi epilettici.

La musica di Mozart – e sembrerebbe anche di Vivaldi e Bach – ha delle caratteristiche peculiari intrinseche che le conferiscono un ruolo terapeutico.  Per esempio:

I suoni ad alta frequenza danno energia al cervello e lo stimolano maggiormente grazie al fatto che le alte frequenze portano più informazione…e l’energia cerebrale è direttamente collegata all’intelligenza

Riccardo Tristano Tuis

Verso la bellezza

In questa tensione  verso il bello, ora le mie “amiche ciotole” hanno un ruolo significativo  nella mia vita e mi auguro nel tempo di riuscire a portare la loro sonorità ed energia anche nella comunità in cui vivo

Catia Rubbini