Intervalli musicali

intervalli musicali

 

Intervalli musicali: una possibile integrazione tra campane tibetane e nada yoga

 

Come giustamente ha scritto Mauro in un precedente articolo, se non siete dei musicisti probabilmente la teoria degli intervalli musicali potrebbe risultarvi un po’ ostica. È però altrettanto vero (e anche questo è stato già detto) che, in virtù della mancanza di specifiche sovrastrutture mentali, il neofita ha potenzialmente maggiori possibilità di esperire in modo profondo il senso emotivo di un intervallo.

Gli intervalli musicali

La teoria degli intervalli in fondo cosa ci dice? La musica non è semplicemente una questione che riguarda le note bensì la relazione che può esserci tra di esse. Una nota isolata (qualunque essa sia) apparirà quindi come un’entità statica, immobile ed infatti non produrrà e-mozione (movimento); con un solo suono difficilmente saremo in grado di fare musica, mentre probabilmente riusciremo a ottenere un buon effetto meditativo. Se invece mettiamo in fila una serie di due o più note ecco che qualcosa di nuovo accade: induciamo degli effetti emotivi; in altri termini, consapevolmente o meno, iniziamo a raccontare qualcosa del nostro stato d’animo. Tutto questo dipende essenzialmente dalla relazione tra ogni singola nota con quella che la precede, con quella che arriva subito dopo e, soprattutto, con il tono di base, che potremmo definire come la nota più grave della sequenza, quella che deve rimanere sempre costantemente udibile.

Quali intervalli?

Sappiamo empiricamente che alcuni intervalli appaiono più consonanti di altri, in primis quelli di terza maggiore e di quinta; in fondo è quello che avviene anche tra gli esseri umani dove alcune relazioni possono essere particolarmente consonanti e gradevoli mentre altre possono risultare dissonanti e cariche di tensione.

Il nada yoga

Nella musica classica indiana e nel Nada Yoga si afferma che mescolando con arte gli intervalli “positivi” con quelli “negativi” (ad esempio attraverso il canto) è possibile sciogliere le tensioni psicofisiche e ri-armonizzare le energie emotive bloccate nel corpo sottile. Come possiamo portare tutto ciò nella nostra esperienza con le campane tibetane? Abbiamo visto che gli intervalli musicali sono in grado di indurre differenti effetti emotivi nell’ascoltatore per cui, per prima cosa, dobbiamo capire quale risultato vogliamo ottenere con la nostra pratica. Se desideriamo ottenere, ad esempio, un effetto di centratura e allineamento energetico possiamo ricorrere ad una sequenza molto antica, potremmo dire archetipica: tonica – quinta – tonica superiore. Nel Nada Yoga questa micro-scala corrisponde esotericamente al mantra OM (A-U-M).

Tre campane

Ci serviranno quindi tre campane, una grande, una media ed una piccola: se la prima, semplificando, fosse un Do, la seconda dovrà corrispondere ad un Sol e l’ultima di nuovo ad un Do ma più alto del precedente (il doppio della frequenza). Eseguendo ad esempio la pratica dei “tre centri” con tre ciotole aventi tra di loro esattamente questi rapporti armonici, otterremo un effetto combinato molto efficace.