Inquinamento acustico e campo energetico

By: Otávio Nogueira

L’inquinamento acustico può essere contrastato potenziando il nostro campo energetico

Le ricerche

Già nel 1977 Murray Shafer ci diceva che l’inquinamento acustico rappresentava un problema mondiale e il paesaggio sonoro aveva raggiunto il massimo della volgarità. Ci prospettava la realizzazione di Giardini soniferi, dei parchi ben concepiti dal punto di vista acustico nei quali sia possibile assaporare i veri suoni della natura. Il principio guida è che sia sempre la natura a parlare: acqua, uccelli, pietre che con le loro sonorità archetipiche forniranno la tonica di base

La meditazione

In un angolo di questi giardini prospettava uno strumentario a disposizione del pubblico. Strumenti semplici, in modo che tutti potessero suonarli insieme ad altri. In questi giardini acustici è previsto uno spazio per il silenzio e per dei momenti di meditazione. Nel nostro testo abbiamo approfondito questo bellissimo progetto. Abbiamo anche parlato degli effetti dell’inquinamento acustico: scompensi ormonali, insonnie, irritabilità, mal di testa…

La voce

Una via per contrastare questa aggressione, particolarmente presente nelle nostre città, è quella di isolare la nostra casa, con risultati validi limitati al tempo trascorso nella propria abitazione. La seconda, la più attiva, consiste nel potenziare il personale campo energetico, creando una sorta di schermo contro le invasioni esterne. La meditazione rappresenta uno strumento fondamentale per questo obiettivo. Sostenuta da un tempo dedicato a esercizi di vocalizzazioni può dare risultati più intensi. Abbiamo detto più volte che la nostra voce è lo strumento più potente e più a portata di mano che abbiamo

In pratica

Mettiamoci seduti o stiamo in piedi di fronte alla finestra aperta e iniziamo a intonare la nostra voce in modo spontaneo, se vogliamo attivare delle dinamiche ascendenti eseguiamo la sequenza: U O A E I MMMM il percorso inverso ci darà un’energia mirata al radicamento. Se possiamo trovare degli spazi aperti dove poter essere a contatto della natura per trovare ispirazione, tanto di guadagnato. Se trovassimo l’acqua di una cascata, potremmo sederci cercando il silenzio, per entrare in sintonia con l’armonie del suono, ad occhi chiusi verso il vuoto spesso ricco di valenze cromatiche.