Il viaggio delle campane tibetane

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Il viaggio e le origini

Le origini delle campane tibetane sono antichissime. Dalla tradizione si tramanda che il Buddha le usasse per accompagnare la meditazione, per concentrare la mente, per rendere i pensieri e i sentimenti limpidi e focalizzati.

Il Nepal

Attualmente gli artigiani che le forgiano in Nepal inseriscono spesso nei loro manufatti l’immagine del Buddha come elemento decorativo. Altre fonti ascrivono le origini delle campane alla tradizione sciamanica Bon, una religione presente nelle regioni himalayane prima dell’arrivo del Buddhismo.

Lo sciamano

La figura dello sciamano, il saggio guaritore, è presente da sempre in tutte le tradizioni, il suo valore fortemente evocativo è fonte d’ispirazione anche per molti artisti. La parola sciamano deriva da saman, un termine siberiano che significa “uno che vede nel buio”. È colui che affronta il viaggio in stato di trance, si incontra con il mondo degli spiriti per utilizzare i loro poteri, per prestare cura al singolo e alla comunità.

Il viaggio interiore

Abbiamo detto che le vibrazioni di questi antichi strumenti della tradizione hanno l’intento di ri-accordare l’uomo con le vibrazioni dei pianeti del nostro sistema solare: è questo lo sfondo che sostiene l’universo delle campane tibetane. Ci affidiamo alla loro millenaria sapienza, sapendo che suonandole andremo ad affinare la mente, incontreremo le nostre resistenze e gli attaccamenti, cercando di abbandonare le mirabolanti proiezioni del nostro ego. E pian piano, con la pratica, il nostro percorso potrà diventare concretamente più chiaro e consapevole.

La guida

Per ogni buon viaggio è utile avere una buona guida. Chi ci può illuminare la strada nel percorso? Il sole è il centro del nostro sistema solare, è la nostra luce. Ricordiamoci che il centro interiore nell’uomo è nel cuore, impariamo ad ascoltarlo. Ogni volta che iniziamo un percorso, prima di suonare le nostre campane, chiudiamo gli occhi e riportiamo alla mente un pensiero per la meditazione di Thich Nhat Hanh: Accompagno il suono di questa campana con il battito del mio cuore. Possa chi l’ascolta svegliarsi dall’oblio e trascendere l’ansia e il dolore.

L’alleato

In questo nostro percorso l’armonioso campo vibrazionale prodotto dalle campane tibetane sarà di valido aiuto. Lentamente scioglierà l’eccesso delle nostre tensioni, scopriremo il vantaggio di mollare e, per così dire, la bellezza di guidare in scioltezza, senza l’obbligo di dover tenere tutto sotto controllo. Quello che ci appariva troppo complicato si manifesterà con maggiore chiarezza. L’immagine di Ganesh che possiamo trovare incisa in qualche campana rende meglio l’idea. Nella tradizione indiana Ganesh è la divinità che con la sua proboscide toglie gli ostacoli dal cammino. Il suono lento e profondo della campana dona forza, ci aiuta a superare le paure e gli inevitabili momenti di smarrimento interiore e realizzerà una profonda sensazione d’unità accordando la mente con la nostra corporeità, creando armonia con la sfera emotiva. Il silenzio che si genera facilita l’ascolto della voce interiore, degli echi che risuonano in tutte le nostre cellule.