Benessere e Qualità della Vita all’Interno delle Carceri Romane

By: Simone Ramella

Benessere: Interventi nelle carceri romane a favore del benessere e la qualità della vita della popolazione detenuta

Dal 2004

Dal 2004 ad oggi, programmiamo e realizziamo in continuità corsi di Shiatsu, Biomusica – Musicoterapia Evolutiva, Yoga, Meditazione, Massaggio Sonoro con le Campane Tibetane e Tecniche di Rilassamento, rivolti alla popolazione carceraria di diverse sezioni (detenuti comuni, alta sicurezza, tossicodipendenti, protetti precauzionali, sex offenders) negli Istituti di Pena Rebibbia N.C. e Regina Coeli di Roma. Le attività si svolgono in collaborazione con il Ministero di Giustizia, la Regione, il Garante dei Diritti dei Detenuti del Lazio, le Aree Trattamentali, le A.S.L. e i Ser.T. di riferimento

Il riconoscimento

Recentemente, nel febbraio 2011, con una nota ufficiale la Direzione della Casa Circondariale di Regina Coeli, ha espresso il gradimento per le attività trattamentali svolte dai docenti dal 2004 nei diversi reparti detentivi. La Direzione, apprezzando i risultati conseguiti nell’alleviare il disagio dei singoli detenuti e nell’instaurare un positivo clima d’aula e di sezione, esplicita formalmente l’auspicio che la collaborazione avviata sia rinnovata per gli anni futuri

Gli interventi

Gli interventi sono particolarmente indicati in questo momenti di forti tensioni sociali, inasprite dalle note difficoltà di carattere economico e dallo specifico problema del sovraffollamento. L’esperienza sul campo e i dati raccolti alla fonte primaria – attraverso i detenuti stessi – ci ha messo in grado di realizzare un lavoro di tipo altamente specialistico che ha convertito interventi teorico-pratici abitualmente generici, in precise strategie di adattamento per il miglioramento della qualità della vita, nella complessità dello specifico contesto ambientale

Benessere

Gli interventi offrono ai partecipanti la possibilità di sperimentare semplici ed efficaci Tecniche di Benessere e Consapevolezza. Accogliendo e valorizzando le Linee Direttive stabilite dal Ministero di Giustizia, le quali individuano nelle “pratiche distensive” la strategia prioritaria da attuare celermente. L’esperienza ci ha portato a comprovare nel tempo il valore fortemente rieducativo dell’apprendimento di tecniche del benessere, da parte di soggetti a rischio, in forte difficoltà sociale

Energia costruttiva

I numerosi feed-back dei partecipanti ai precedenti corsi, ci confermano che i livelli di beneficio sono sui diversi piani, di natura fisica, emozionale e psicologica. Conoscere e saper trasformare il dolore e la sofferenza in energia costruttiva è un valore essenziali per la ricerca della consapevolezza. In particolare, dal 2009 siamo impegnati in continuità nel contrastare la drammatica realtà del fenomeno tossicodipendenza nelle carceri

Rapporto Antigone

Dal settimo Rapporto nazionale sulle condizioni di detenzione dell’osservatorio di Antigone si evidenzia che nelle carceri italiane la presenza dei tossicodipendenti è in rapporto uno a quattro rispetto all’intera popolazione detenuta. Il doppio della media europea. Nel carcere di Rebibbia da febbraio 2011 a giugno 2012 abbiamo realizzato un Intervento Integrato denominato: “Coscienza Benessere e reclusione” strategie adattative per le persone detenute. Nella selezione dei corsisti sono stati privilegiati i soggetti tossicodipendenti, con doppia diagnosi e con patologie psichiatriche di rilievo. L’attività si è svolta in collaborazione con il gruppo di osservazione del reparto allargato all’equipe medica del reparto

Il massaggio sonoro

In questo contesto il massaggio sonoro con le campane tibetane ha dato un intenso aiuto nel miglioramento della qualità della vita dei partecipanti.
Per alcune info a pag.138 del testo: Massaggio sonoro con le campane tibetane, Edizioni Meediterranee, Roma, 2013. All’interno del Convegno nazionale di MTdem in programma a Roma il 18 maggio 2012 abbiamo presentato una relazione denominata: “L’applicazione del massaggio sonoro con le campane tibetane nelle carceri romane di Regina Coeli e Rebibbia N.C.”.