Campane tibetane e dispositivi per la penetrazione della vibrazione

La Voce del carro DavideUso delle campane tibetane con dispositivi che rendano mirata la penetrazione della vibrazione

Introduzione

Con questo testo vorrei portare un contributo abbastanza originale al lavoro con le campane tibetane, in quanto durante le ore di pratica ho cominciato ad usare le campane come mezzo per portare la vibrazione su zone bisognose di energia, in maniera molto mirata ed in profondità nei tessuti del cliente. Ciò per far sì, che il trattamento oltre a creare un benessere generale nell’ individuo fosse di supporto ad eventuali problemi fisici.

Ayurveda

Riconduco tutto questo tipo di trattamento a concetti di medicina tradizionale cinese, di ayurveda , e di medicina tibetana. Ho quindi usato diversi mezzi per portare il suono e la vibrazione in maniera mirata là dove serve, là dove è richiesto da un trattamento, usando aghi da agopuntura, aghi a semi permanenza, e sfere di acciaio. Non darò schemi di trattamento di nessun genere perché, se non per rendere l’ idea descrivendo con esempi. Il buon senso di ogni operatore deve sempre guidare la messa in pratica di questi concetti che stanno a monte di una formazione.

Aghi

Tratteremo quindi clienti con aghi che una volta posizionati verranno messi a contatto con la campana più adatta, il manico quindi potrà, diventare il tramite per portare la vibrazione in profondità, e alternativamente manipolato. Ho trovato che la vibrazione attraverso ago è molto più efficace se il manico dell’ ago è in metallo: argentato o di rame è meglio, piuttosto che di plastica, come molte marche giapponesi. Se invece usiamo aghi a semi permanenza porteremo l’ ago sul punto lo andremo a collocare sotto cute per poi suonare la campana sopra cosicché la campana trasmetterà la vibrazione nel derma, questo risulta molto utile anche in trattamenti pediatrici dove l’ ago non è sempre ben recepito dal giovane cliente. Poi se non vogliamo essere per nulla invasivi possiamo utilizzare delle sfere di diametri diversi che possiamo posizionare sulla cute, possiamo decidere se fissarle o meno con cerotto, per appoggiarci sopra la campana.

La sfera

Alternativamente si può anche applicare la sfera sotto al fondo dello strumento vibrante, al centro direi, con un cerotto, per poi spostarlo di volta in volta, senza rischiare che questo cada.
Tutte le zone anatomiche possono ricevere un trattamento con questi tre metodi quindi è ben applicabile. Dall’ uso con aghi si può subito notare che il manico riceve bene la vibrazione e si mette a vibrare sulla parete della campana, facendo un rumore alquanto particolare, quasi quello di un sonaglio. Mentre in condizioni di mancanza di materiali citati mi sono messo a provare anche con biglie di vetro e con monete piccole, fagioli o ceci anche con gusci di noci aperti a metà, puntine da disegno. Il concetto è trasmettere una vibrazione in un ‘area ristretta.

La temperatura

Il secondo aspetto sperimentato è legato alla temperatura della campana durante il trattamento. Ho infatti riscaldato o raffreddato la campana a seconda delle temperature da applicare. Usando diversi metodi diagnostici tradizionali ho di volta in volta, messo nella campana acqua, od olio riscaldati o raffreddati.

L’ acqua

L’ acqua e l’ olio hanno una capacità termica differenti, e quindi disperdono il calore per un tempo diverso, ricordo infatti al lettore, che la tempra dei metalli fatta in acqua od a bagno di olio da a parità di liquido in cui viene eseguita la tempra un risultato differente a parità di materiale temprato. L’olio dentro la campana mantiene la temperatura per più tempo che non l’acqua. L’olio o l’acqua dentro la campana, permettono all’olio medicato, od all’olio essenziale posto in quell’area della cute ( e cioè fuori dalla campana ) e su cui viene posta la campana, di penetrare meglio e per più tempo per un effetto termico sulla sostanza. Per suddividere in maniera più rappresentativa le differenti temperature: molto caldo, tiepido temperatura ambiente, fresco, freddo. La campana è stata messa a diretto contatto della cute asciutta, o con olio medicato già applicato sulla pelle, nei casi in cui ho usato la campana come contenitore per una sostanza calda ( non entro nei particolari di quali oli usare in relazione al problema da trattare perché sarebbe una trattazione lunga e che esula dalla presente tesi ).

Il calore

Ho usato uno strato di sale o con stoffa per modulare il passaggio di calore od il raffreddamento, specie quando ho usato la campana con lo scopo di raffreddare o riscaldare fortemente: cioè con dei carrier di temperature fredde o molto calde. Questo sistema è modulato dalla medicina cinese. Noi abbiamo in occidente un qualcosa di molto simile: la borsa dell’ acqua calda.

Aree anatomiche

Come a tutti è capitato sperimentare durante la pratica, non tutte le aree anatomiche hanno lo stesso assorbimento di onde sonore, quelle dove le ossa sono più in rilievo vengono a far percepire la vibrazione in maniera più proficua. Possiamo citare in questa sede, che concetti di del tutto simili o totalmente sovrapponibili, sono quelli basatisi sui punti paravertebrali citati in MTC come punti shu del dorso o bei mai shu, stessa struttura che ritroviamo in Giappone citata come punti tsu, identica riscontrabile in ayurveda come punti marma. Di pari grado anche in medicina tibetana nel libro del berillio azzurro possiamo ritrovare lo stesso concetto. L’uso di questi punti con la campana può stimolare la funzione d’organo corrispondente alla fuoriuscita della radice nervosa dedicata ad uno specifico organo.

Le ossa

Ritengo che per la conformazione ossea della colonna le vertebre ed i processi spinosi in particolar modo possano convogliare in profondità il massaggio sonoro. Una delle più rilevanti è ad esempio il cranio dove le ossa sono massimamente percepibili e dove gli effetti sonori sono più forti, l’ infissione di aghi in punti di agopuntura da una stimolazione già nota per i suoi effetti, specie sul sistema nervoso centrale in caso di disturbi come paresi ed ictus. Il dott. YAMAMOTO della scuola giapponese fu un capo scuola della cranio puntura , di pari grado si possono usare sfere e magneti sulle quali appoggiare la campana per farla suonare così come anche aghi a semi permanenza.

Ipoacusia / tinniti / acufeni

Un’altra area di lavoro, che sto sperimentando con le campane è quella delle problematiche dell’ orecchio, in termini di ipoacusia. Ciò mi è venuto in mente grazie alla storia un medico americano di nome Bates, che mise a punto un metodo per la rieducazione visiva attraverso la ginnastica oculare. Questo metodo, naturalmente non è accreditato dalla medicina ufficiale, ma conosciuto in tutto il mondo. Questo detto in maniera molto succinta, dopo una serie di risultati eclatanti nel campo dell’ oculistica, arrivò a cercare di stimolare il timpano attraverso la cauterizzazione timpanica perché era un otorinolarigoiatra di professione. Tale metodo è abbastanza cruento oltre che rischioso per la integrità del timpano.

Bates

L’ idea di trattamento parafrasando Bates è molto meno cruenta: suonare la campana appoggiata sull’ orecchio esterno per far fare ginnastica alla membrana timpanica ed agli ossicini: staffa incudine e martello, con campane piccole. Le stimolazioni di questo tipo sui soggetti sottoposti a trattamento sono state leggere, ossia tre colpi leggeri a trattamento, perché a mio avviso sono zone del corpo molto sensibili, per un tempo di trattamento di 3 minuti circa. Il progetto è quello di aumentare il tempi ma con molta cautela, perché gli effetti non sono solo sull’ orecchio “microfono”, ma anche sull’ orecchio “cavo elettrico” e testa “cassa di risonanza” contente tutto il cervello.

L’equilibrio

Sono stati presi in trattamento persone anziane o persone con ipoacusie traumatiche, e comunque tutti portatori di apparecchio acustico mono o bilaterale.
La stimolazione ha anche risvolti sull’ equilibrio in quanto i gangli di Scarpa e del Corti sono molto vicini. Ho anche provato un auto trattamento, e personalmente devo dire che si sente e molto l’ effetto nelle aree della rocca petrosa del temporale in termini di vibrazione anche dopo 10 minuti dall’ applicazione della campana sull’ orecchio esterno. Sulla falsa riga dell’ ipoacusia anche i tinniti e gli acufeni sono dei problemi che hanno ben poche soluzioni in medicina convenzionale e non. Ossia chi ce li ha il più delle volte se li tiene, l’applicazione delle campane come sopra descritto potrebbe essere una via percorribile, senz’altro non invasiva.

Attivazione energetica cerebro – cerebellare

Un altro impiego per punti molto specifici, capaci di risuonare ed attivarsi efficacemente è su bai huy o 20 VG o sahasrara o brahmarandhra, che dir si voglia.
Sul fondo esterno della campana si mette una sfera od un ago a semipermanenza, lo si fissa con nastro e poi lo si appoggia sul punto , non deve essere doloroso il contatto, ma solo prendere contatto col punto , una leggera pressione,, una percezione di presenza del punto. Poi si inizia a suonare, sempre gentilmente. La stessa “tecnologia” ma applicata sul punto 16 VG per problemi cerebellari come tremori o paralisi atassie.

Materiali e metodi

Devo dire che per questioni di comodità ho sempre usato una campana sola, anche perché nello studio dove lavoro non faccio solo campana, anzi faccio tutt’ altro. Contingentemente ad una questione di spazio ho fatto questa scelta, almeno per ora.
La campana è una di diametro medio, medio /piccola. Il batacchio è grande con una estremità in camoscio. Per una questione di gusto mio personale uso il lato del batacchio in legno, perché mi da una senso di sonorità migliore più vibrante, la campana suona più facilmente e trovo più facile cambiare da una emissione di suono ad un altro. Uso la percussione solo alla fine del trattamento, o quando non riesco a farla suonare con il solito movimento circolare. Tutto ciò quando suono la campana “standard”.

Le campane tibetane calde

La campana calda l’ho scaldata con acqua, ho “scoperto l’ acqua calda” molto semplicemente ho preso una campana, la solita, poi l’ho messa sotto un getto di acqua calda.
Ho denominato campana secca quando la campana è asciutta, ma scaldata precedentemente con acqua, ed ho denominato campana umida quando la campana è piena di acqua. Il livello dell’ acqua è sempre da una a due dita cioè dai 2 ai 3 cm se no non suona bene. Ho cominciato ad usarla in questo modo per scaldare zone fredde o bisognose di energia, ed in più vibrazione, specie nella stagione fredda. È generalmente apprezzata specie quando è freddo o ci sono zone affette da reumatismi o traumi, il suono è più ovattato non meno gradevole però c’è da stare molto attenti a non rovesciare l’ acqua quando la fai con l ‘acqua dentro. Ho provato anche con una fiamma a scaldarla dentro, ma fa fuliggine e macchia ho provato anche a mettere dell’ alcool all’ interno, ma può diventare pericoloso. Penso che i tempi di trattamento si dilatino, ed in una routine di lavoro vadano ben calcolati, più il trattamento è complesso o laborioso. Inoltre penso che con il fuoco diretto sul metallo, la corrosione ed il deterioramento della campana sia in termini di suono che di materiale, sia più veloce. Una delle aree più utilizzate è su 23 BL shen shu per scaldare le reni, in uso per lombalgie o vuoto di yang di rene al posto della moxa. Ha un effetto tipo stone massage, o paragonabile… roba da wellness center.