Acqua, illustre sconosciuta

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Cosa possiamo dire di conoscere oggi dell’elemento Acqua e quali sono gli studi più interessanti che ne approfondiscono la misteriosa natura?

Chi vuole rispondere, o almeno tentare di rispondere a queste domande, si troverà come me investito da una vastissima mole di dati e di studi approfonditi, di complessa rilevanza scientifica, ma non potrà che concordare con quanto detto dallo stimato professore di Elettrochimica dell’Università di Napoli Vittorio Elia, ovvero che l’acqua è forse l’elemento più noto di questa terra, ma al tempo stesso quello più sconosciuto. L’acqua costituisce circa il 70% del nostro peso corporeo, ma in quanto a numero di molecole essa ne rappresenta addirittura il 99%. Siamo acqua, eppure la maggior parte delle nostre conoscenze si fonda soltanto sul restante 1% delle nostre molecole. E’ curioso peraltro notare che anche circa il 70% del nostro pianeta è costituito da acqua…

Un nuovo modello fisico: L’acqua “coerente”

Gran parte di quanto riportato nelle righe seguenti è un mio sommario estratto da più fonti, ma in particolare faccio riferimento ad un volume, essenziale per la divulgazione di questi complessi argomenti scientifici, dal titolo “Aqua, l’acqua elettromagnetica e le sue mirabolanti avventure”, dell’ottimo Roberto Germano (Bibliopolis, 2007). I più moderni studi di Elettrodinamica Quantistica (QED), che fanno principalmente capo ai lavori pionieristici dei due illustri fisici italiani Giuliano Preparata ed Emilio Del Giudice, stanno riscrivendo integralmente quanto sappiamo in merito al modello classico della molecola d’acqua. L’acqua liquida ha una struttura bifasica, ovvero risulta organizzata in una “fase coerente” e una “incoerente”. E’ cioè costituita da molecole indipendenti legate da forze elettrostatiche a corto raggio (come un vapore molto denso, la cosiddetta fase “incoerente”) che si dispongono liberamente in spazi attorno ad agglomerati di molecole (cluster) che interagiscono tra di loro coerentemente in fase con un campo elettromagnetico residente al loro interno, il quale con la sua lunghezza d’onda ne fissa la dimensione. Questi “domini di coerenza” hanno un raggio di 25 nm e distano tra loro circa 75 nm. E’ stato fatto a tal proposito l’esempio di una fitta folla di persone, all’interno della quale si trovino gruppi omogenei di danzatori, che insieme si muovono coerentemente ad una musica (il campo elettromagnetico appunto).

La temperatura

La dimensione dei domini dipende dalla temperatura. A temperatura ambiente circa il 40% dell’acqua è coerente. Le molecole d’acqua appartenenti alla fase coerente posseggono una nuvola elettronica superconduttiva, all’interno del dominio di coerenza, che può essere posta in rotazione da immissioni di energia (idrodinamica, agitazione meccanica, “succussione” omeopatica…) Una volta innescata, questa eccitazione rotazionale può durare anche molto a lungo (si parla di settimane), in assenza di altri shock idrodinamici. L’introduzione di un campo elettromagnetico statico può produrre rotazioni molto più rapide negli elettroni dei domini di coerenza.

Campo elettromagnetico

Il campo esteso isofrequenziale e le molecole oscillanti.

Nuovi studi sulle soluzioni elettrolitiche alla luce dell’Elettrodinamica Quantistica dimostrano che due molecole, immerse in un campo esteso oscillante (la soluzione acquosa nel nostro caso), si attraggono se risuonano alla stessa frequenza di oscillazione del campo. Ciò può avvenire anche a grandi distanze ed in presenza di altre molecole, che non interferiscono in quanto “sintonizzate” su altre frequenze. Laboratori d’oltreoceano stanno già impiegando a livello semi-industriale fasci laser per estrarre particolari molecole, immerse fra altre in soluzione acquosa. E’ inoltre assai interessante soffermarsi sul fatto che, poiché ogni reazione chimica produce o assorbe energia, quando le molecole si incontrano ed interagiscono, anche il campo e.m. esteso cambia la frequenza in funzione dell’energia ceduta od assorbita: questo fa sì che cambi anche la specie molecolare coinvolta, poiché il campo e.m. attrae altre molecole isofrequenziali. Ci troviamo in presenza di un insieme di reazioni che evolve dinamicamente nel tempo secondo una partitura ben precisa. E’ proprio nel riconoscimento fra molecole e/o cellule quindi che, accanto ai già ampiamente noti meccanismi biochimici, oggi grazie agli studi di Elettrodinamica Quantistica sappiamo che certamente entrano in gioco interazioni di risonanza fra segnali elettromagnetici coerenti. Si evince inoltre che segnali anche molto deboli, ma di elevato contenuto informativo per le molecole o cellule riceventi, non sono disturbati dal rumore elettromagnetico caotico dell’ambiente circostante ma, per risonanza, i domini di coerenza mantengono la memoria dei segnali informativi in bassa frequenza ricevuti.

Effetto TEMA

Studi di biofisica applicata dimostrano che fenomeni di trasduzione elettromagneto-acustica (effetto TEMA) sono assai frequenti nei tessuti biologici, là dove la presenza di campi elettromagnetici a bassa frequenza ingenera onde meccaniche vibrazionali (F. Bistolfi – “Suoni e vibrazioni sull’uomo” – Omicron, 2004). Ovvero, che stimoli meccanici anche di bassa frequenza producono nei tessuti fenomeni elettrici ed elettromagnetici (effetto TEMA inverso), primo fra tutti l’effetto piezoelettrico. In ambito medico e specificamente in terapia fisica, è ben noto che la comparsa di una differenza di potenziale indotta da vibrazioni meccaniche e da ultrasuoni nella matrice extracellulare, così come gli effetti piezoelettrici indotti nelle fibre connettivali e muscolari, possono verificarsi anche durante il massaggio manuale nelle sue diverse modalità applicative (sfioramento, impastamento, picchiettamento, Shiatsu, ecc.). Inoltre, è stato riscontrato che l’acqua clusterizzata “coerente” vibra a specifiche frequenze di risonanza e queste frequenze possono aiutare a ristabilire l’omeostasi delle strutture cellulari nel corpo attraverso proprio i segnali di trasduzione (F. Bistolfi, Panminerva Med. 1990). Utilizzando onde elettromagnetiche a bassa frequenza (< 20kHz) risultano attivate specifiche attività cellulari. Si ipotizza quindi che i segnali molecolari stessi coincidano con onde elettromagnetiche a bassa frequenza, con il recettore molecolare che, come una stazione radio ricevente, risuona in fase, oscillando cioè alla stessa frequenza di risonanza. E’ possibile trasferire all’acqua, attraverso un segnale elettromagnetico, la specifica attività molecolare di almeno 30 sostanze diverse. (J. Benveniste, studi ed esperimenti 1984-2001).

Il professor Vittorio Elia

Il già citato professor Vittorio Elia, conduce da anni esperimenti, che hanno portato a svariate pubblicazioni accademiche, in cui si studiano le proprietà chimico-fisiche delle soluzioni estremamente diluite e dove si indagano non il soluto in una soluzione acquosa contenente molecole particolari, ma le proprietà elettrochimiche del solvente, ovvero l’acqua stessa. Le elevatissime diluizioni delle soluzioni acquose, di tipo omeopatico ad esempio, pur non contenendo letteralmente più alcuna traccia del soluto, riportano parametri elettrochimici del solvente acqua notevolmente alterati (in termini di pH, conducibilità elettrica, calore di mescolamento, ecc.).

Non ultimi ricordiamo gli esperimenti di Luc Montagnier ed Emilio Del Giudice (Montagnier, Aissa, Del Giudice, Lavallee, Tedeschi, Vitiello, “DNA waves and water”, Journal of Physics: Conference series 306 (2011) 012007). In una provetta d’acqua vengono sospese delle sequenze di DNA. Aumentando la diluizione oltre una certa soglia, si rileva la comparsa di un campo elettromagnetico a bassa frequenza emesso dalle molecole in soluzione. Tale segnale viene registrato ed inviato per via telematica ad un laboratorio esterno, il quale ritrasmette il segnale ricevuto ad una nuova provetta d’acqua, contenente “le materie prime” costituenti le molecole di DNA ed un apposito catalizzatore (il cosiddetto kit PCR). Dopo qualche ora di esposizione al segnale e.m. così trasmesso, compaiono nella provetta le stesse sequenze di DNA della soluzione di partenza e non altre.

Le campane tibetane

Da praticante operatore con le campane tibetane, mi sono infine imbattuto in quella che ritengo una provocazione assai appassionante, alla luce di quanto sopra esposto. Nel già citato “Aqua” lo stesso Germano ipotizza infatti che le campane tibetane possano, attraverso le loro vibrazioni acustiche, mettere in oscillazione meccanica risonante i tessuti biologici e quindi le molecole, sedi naturali di micro circuiti elettrici, attivando così un segnale molecolare elettromagnetico a bassissima frequenza indotto. Il Suono che guarisce. Attraverso l’acqua. Il lavoro di Mauro ha avuto quindi un buon viatico e questo scritto vuole essere un contributo in questa direzione.

Per non concludere..

L’aspetto più intimo della realtà è invisibile e può essere percepito non con gli occhi, ma con un cuore vibrante. La risonanza delle oscillazioni del cuore con le oscillazioni dell’universo è l’essenza della bellezza.

Emilio Del Giudice

8 marzo 2013